Camminate coi piedi per terra e col cuore abitate il Cielo
Don Bosco parla di gente talmente alta che tocca terra ma ha il cuore in cielo: saranno i giganti di Jack?
Sì Jack, il contadino raggirato con una manciata di fagioli magici che si ritrova a fare alpinismo che neanche Messner.
Ma don, che dritta è questa?
A me poi, che non riuscirei a raggiungere il cielo manco se sulla pianta di fagiolo mi portano in braccio.
Io che al massimo posso avere la testa tra le nuvole, ma di cuore non se ne parla: che è una cosa fragile, delicata, meglio in un forziere a mandata doppia sotto terra.
E oggi a messa spunta una pianta di senape, che certo non è un fagiolo magico, ma forse ambisce a diventarlo.
Chissà, se Gesù fosse abitato nei pressi della California, se la pianta di senape non sarebbe stata piuttosto una sequoia gigante?
Altissime, come le piante di fagioli magici, a portata di giganti.
Io ho fatto l’esperienza da formica ai loro piedi, foto di rito al seguito: ce n’è una di me che guardo un tronco, una della punta che svetta dalla cima, una di un tunnel scavato in un tronco e mille di tronchi che si perdono tra i rami lassù in alto.
Insomma, niente di me con punta che svetta.
Che te ne pare don?
Io che nella fede mi sento alta “due mele o poco più” (cit.), dovrei fidarmi delle tue manie di grandezza?
Sembra poco plausibile, a guardare le mie foto, eppure il Vangelo di oggi lancia la curiosità delle grandi sfide:
“il seme germoglia e cresce;
Matteo 4, 27.
come, egli stesso non lo sa.”
Allora questa follia la voglio provare anche io:
lasciarmi nutrire dalla Grazia,
riscaldare dal terreno su cui Lui mi ha piantata,
dissetarmi della sua Provvidenza
e tendere incessantemente alla Luce.
Sempre.
E vedremo se un giorno, don,
potrò guardare in basso il mondo
e dire di essere diventata, al tuo fianco,
una sequoia gigante come te.





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