Agata, donna fino alla fine

Agata, donna fino in fondo, anche in mezzo alle torture, ha avuto sempre chiaro di essere liberamente serva.
Che nel mondo non ha praticamente avuto mai senso: libertà e servitù non vanno a braccetto.
Ma anche non fosse un controsenso, mi chiedo cosa intendeva Agata con “dimostrare”.
Sicuramente non era una che si curava dello sguardo altrui, perciò la sua intuizione non poteva riguardare altri che Lui.
Come dimostro a Te, Signore, che puoi “servirti” di me, che sarai soddisfatto, che non ti deluderò?
Io, che questi giorni vedo solo il buio che mi sovrasta.
Io che non riesco a fare luce su nulla, che non mi sento portatrice di nessuna verità, e a volte, nemmeno di speranza.
In cosa posso esserti utile io?
Oggi. In mezzo a questo buio che impera ovunque? In mezzo a queste ombre che non mi lasciano libera?
Così mi ricordo che pochi giorni fa è stata la Candelora: che quella luce, io non la possedevo, ma la portavo.
Che lei si serviva delle mie gambe, per avanzare nel buio della chiesa durante la processione.
Che mentre il buio avvolge ogni cosa, tu puoi solo farti strumento di qualcosa -o meglio, di Qualcuno-, che è l’unico antidoto per rompere le tenebre.
Servire, non perché schiavi, ma perché nella nostra pochezza, possiamo anche noi essergli utili, anche solo camminando il nostro pezzetto di mondo.
Possiamo spezzare la fetta di tenebre che noi stessi abitiamo, che ci avvolge, semplicemente portandolo con noi.

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