così piccola

“E i ceppi non potevano contenere i suoi polsi, tanto piccoli”

Così piccola.

Che ci facevi tu davanti al tribunale, tra gli sguardi feroci, le minacce, le urla?

Che ci facevi tu, circondata da quella orda di uomini bestiali, come cani pronti a sbranarti?

Che ci facevi tu tra le guardie armate, tra le grida della folla radunata?

Che ci facevi tu, ad attendere, tra quelle braccia che tenevano le catene, tra le occhiate perfide di chi ti fissava?

Così piccola che neanche i ceppi potevano contenere i tuoi polsi.

Che ci facevi tu, in piedi, di fianco ai tuoi aguzzini, quando i soldati venivano mandati a cercare la legna?

Che ci facevi tu, mentre le braccia accatastavano, spezzavano e alla bell’e meglio improvvisavano un patibolo?

Che facevi tu, presa a forza e appoggiata sulla pira?

Che ci facevi tu mentre hanno avvicinato le torce, mentre il fumo saliva, e il cuore batteva forte e gli occhi si inumidivano?

Così piccola che neanche i ceppi potevano contenere i tuoi polsi.

“Eccomi, Agnese, non temere, sono con te: nulla ti brucerà!”.

Che ci facevi tu, tra le lacrime e il fuoco, lo stesso che ora, per volere del Tuo Amato, non permetteva più a nessuno di avvicinarsi a te?

“Eccomi, Signore, io vengo”.

Così piccola che neanche i ceppi potevano contenere i tuoi polsi.

Che ci facevi tu tra gli occhi sgomenti, tra le grida e la paura stampata nei volti?

Che ci facevi tu, tra quella folla che ora, incredula, iniziava ad interrogarsi?

Che ci facevi, tu, riflessa negli occhi di chi ora stava aprendosi nel cuore alla fede?

Che ci facevi tu, tra l’odio di chi non poteva più sopportare la tua vista?

Così piccola che neanche i ceppi potevano contenere i tuoi polsi.

Che ci facevano quei soldati con la lama tra le mani, ora che lo Spirito si era manifestato in mezzo a loro?

Così amante del Dio della vita che nessuna spada poteva impauriti ora.

Così piccola che neanche i ceppi potevano contenere i tuoi polsi.

Che ci facevi tu, strattonata per le braccia?

Che ci facevi tu, così vicina ad una lama?

Così piccola che neanche i ceppi potevano contenere i tuoi polsi.

Così grande da nutrire ancora oggi la mia fede col tuo corpo:”Date voi stessi da magiare”(Lc9,13)

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