Racconti di tè con una giovane “lupa di mare”
A dire la verità, sono sempre stata piuttosto distaccata dalla sua figura: devota sì, ma di una devozione reverenziale.
Non riuscivo ad entrare in sintonia con lei, così eccelsa, così incommensurabile, così “praticamente perfetta sotto ogni aspetto” cit. Mary Poppins quando il mio, di metro, misura un metro e sessanta di “provaci ancora, Martha”.
Troppo distante da me per prendere spunti, fare paragoni, per calarmi nella sua esistenza e riversarla sulla mia.
Io ho sempre detto il rosario con fiducia e devozione (e qualche lista della spesa buttata qua e là), ma non c’è dubbio che abbia meditato e ripercorso con lei ogni mistero, invocandola con fiducia ad ogni “Ave”, senza riserve.
Mi restava difficile immaginare la sua vita fuori dalla teca di vetro e senza corona. Quasi impossibile poi entrare in quella relazione di amicizia, fatta di comprensione e sostegno. Mi sono sempre rifugiata all’ombra della nostra relazione materna: lì sì che poteva restare in alto, sul piedistallo, sotto il riflettore, nella perfezione regale che le spetta. Come tutte le mamme, finché siamo piccoli, non sempre le capiamo: crescendo e maturando, allora sì che le distanze si accorciano. Ed io mi sentivo quella bambina che contempla l’immensità, prima di iniziare a confrontarsi e a capirla.
Ecco, io ho sempre aspettato con fiducia che la nostra relazione si evolvesse: che io maturassi, a livello di esperienza umana, e la mia anima crescesse un po’ nella fede. Ho atteso di portare la nostra relazione al passo successivo, anno dopo anno, fidandomi che sarebbe arrivato il nostro momento.
Il momento arrivò più di un anno fa, con le catechesi di Don Marco Pozza, in una novena in onore della “mamma della Mamma”: Anna, colei che portò in grembo e crebbe la “Piena di Grazia” con il suo amato Gioacchino. Non avevo in effetti pensato che per spiegarmi la figlia, sarebbe intervenuta – provvidenziale – sua madre, che come ogni saggia nonna sa leggere l’animo di noi “nipotini acquisiti” e lasciarci qualche “caramella” per l’anima dalle tasche del grembiule. Fatto sta che giorno dopo giorno queste catechesi mi illuminavano l’anima, sgretolando piano piano la mia solitudine di figlia “a distanza”, dove la Mamma restava sempre intangibile dall’alto della sua teca, privandomi di un abbraccio tangibile alla mia portata.
Lui con le sue catechesi mi ha presa per mano e mi ha presentato questa “Maria” a me sconosciuta – si fa per dire – spingendomi ad ogni catechesi un po’ più in là, calandomi nella realtà di questa ragazza con naturalezza, senza troppi esercizi teologici: come due amiche che si conoscono da sempre.
Tazza dopo tazza, conoscendoci, sono entrata un po’ più nel mistero di quella ragazza che Cristo ci ha dato per madre.
E Don Marco – anche se non sa di averlo fatto – mi ha regalato qualcosa di immenso, racchiudendo queste catechesi in un libro: mettendo nero su bianco questo incontro, permettendo a tutti di scoprire Maria, di avere una traccia per abbandonare i preconcetti ed organizzare gli “incontri di tè” con Maria – o di caffè, se siete quel genere di ragazza –.
Noi due, sole, giocando a carte scoperte, senza finzioni o fraintendimenti, azzerando tutto quello che credevo di sapere, col cuore aperto e in ascolto.
La giovane Maria, coraggiosa lupa di mare,
prima che diventasse la Madonna.
E’ stato affascinante avere delle pagine su cui confrontarmi, scontrarmi, riflettere: Maria era una ragazza – piena di grazia , sì – ma pur sempre una ragazza. Una di quelle che però ha saputo cogliere nell’imprevisto: la chance della vita, riconoscendo la sua “vocazione”.
Lei, da sempre attesa, pensata e voluta: sì certo, ma fondamentalmente come ognuno di noi!
“Perché la creazione, senza te – senza noi – non si può fare!”
per dirla alla Don Fabio Rosini.
Grazie Don Marco, perché ho compreso che quell’“immacolata” non è sempre stata dietro una teca di vetro, immensamente “alta” ed irraggiungibile.
Quella teca, piuttosto, l’avevo posta io, per essere sicura di non dover fare i conti con lei, per giustificarmi comodamente le mie idee.
Che non ha percorso un sentiero a noi precluso, per via della nostra esistenza di creature toccate dal peccato originale.
Che il suo cammino è una strada alla portata di tutti.
Che le sue scelte ed il suo esempio, interrogano la mia coscienza – oggi! – ed esigono fede e coraggio.
Che quella ragazza di nome Maria diventò la Madonna per sua scelta.
Che essere “Piena di Grazia” ed immacolata erano le condizioni ragionevoli per la sua chiamata: non i vincoli che castrarono la sua libertà.
Che non fu la donna del “sì” secco e veloce, ma la una ragazza che rimase turbata, che si chiese il senso di tutto questo.
Che fu la ragazza del: ”Com’è possibile?”.
Non so se avrò mai l’occasione di dirgli quanto lui mi ha cambiato la vita, ma un grazie glielo devo: caro Don Marco, un “Ave” oggi è per te.
LINK CATECHESI
Novena a Sant’Anna, Santuario di San’Anna, Salcedo, 2024:
1° giorno: https://youtu.be/G7LLhPg18nw?si=1Q0Bdcg1Yqm2gcTh
2° giorno:https://youtu.be/PEVCmpAPTGI?si=7jIgGt8-BwQHJI5r
3° giorno: https://youtu.be/4i12MqJzCw8?si=k9EjbUvzMzQSx6wi
4° giorno: https://youtu.be/-4FkemLBRIM?si=f7R3Nz8IP7yMjbUE
5° giorno: https://youtu.be/GqTsoEn75Ps?si=pGVk1alEUoqllwhc
6° giorno: https://youtu.be/JgiKLT5cG48?si=Qfg3JTpDZbnQficH
7° giorno: https://youtu.be/Wm-o46CV3J4?si=JQXIybc3xgmgpJLs
8° giorno: https://youtu.be/oRiXaG2N3eU?si=fLqMXwdUSC7Y5K5Z
9° giorno: https://youtu.be/iX2GD-X9PGU?si=1lzyq3WF3GZGpobu
Festa di Sant’Anna: https://youtu.be/fRoZjs_Vb4k?si=x1rsn_ffAu_2PiyC






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