Missione Fantàsia

Tipo la mia missione di oggi è ricordarmi di cominciare il cambio stagione.
Una “mission impossible”.

Poi però ti ritrovi invitata insieme a missionari veri,
quelli che rischiano la vita ogni giorno e la rischiano solo per il vestito che portano, per la catena col crocifisso, magari per essersi fatti un segno di croce che qualcuno ha visto o perché stanno andando a messa o aiutano i poveri indossando l’abito sbagliato.

E in mezzo a tutta questa gente mi sento fuori posto, mi vergogno quasi:
io missionaria digitale, paragonata a loro che rischiano la vita
e non che gli tolgano il follow su Instagram.

Poi però ti accorgi che le chiese, proprio qui, vicino a te, sono vuote.
Che a fare l’adorazione ci sono due vecchiette.
Che i gruppi scout chiudono, che l’oratorio è un miraggio, che vorresti mandare tua figlia al coro parrocchiale dove andavi tu.

Ma non c’è più niente.

Sembra un remake di Fantàsia:
il nulla che dilaga e si divora tutto il tuo mondo.

E no, tu non rischi la vita, ma occhi sgranati, persone che smettono di parlarti o guardarti come prima, etichette indegne, gente che ti toglie il saluto.
Qui, dove professare la fede dovrebbe essere normale.
O almeno, una libertà garantita.
Qui.
Nella parte giusta del mondo.

Anche qui, come in certi posti dell’Africa, bisogna pensarci bene prima di farsi vedere col rosario, di mettersi un crocifisso, di dare un’opinione che smaschera chi sei davvero: un cristiano.
E no, non si rischia la vita,è vero,ma mi rendo conto che una cosa ci accomuna:il deserto che è arrivato anche qui.

Il “nulla” dilaga e anche noi lo sentiamo avvicinarsi:
come Mordiroccia e il maghetto con il pipistrello,
ci siamo messi in cammino alla ricerca dell’imperatrice.

Ci siamo messi in cammino, quando il nulla si è mangiato
il mondo che avevamo intorno.

E l’abbiamo fatto in rete, dove speravamo di trovare altri come noi,
in cerca della Torre d’Avorio.

E allora realizzi che ci sono deserti che non hanno bisogno di un biglietto aereo per essere abitati.
Capisci che “missione” non coincide sempre con “partire”.

Perché sì, qualcuno deve anche restare e salvare il suo piccolo angolo di Fantàsia.

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