“Gloria al glam”

la seconda puntata della nuova rubrica di Martha con la splendida Franci di Jo (aka Francesca Maria di Giovanni)

perché modesta-mente, noi, capiamo solo dell’ultima palette Chanel

(ti sei persa la puntata precedente? Recuperala qui)

La pelle, quella sconosciuta

Il primo passo per un approccio “without drama” al mondo della skincare è partire da lei, l’oggetto delle nostre cure: la pelle.

Sembra una cosa semplice, finché non provi a prendertene cura e scopri che le variabili sono mille e una. Ma com’è fatta? Dove arrivano i prodotti che mettiamo? Facciamo insieme pace con le basi. Partiamo.

La nostra pelle è come una casa a tre piani

Primo piano: l’epidermide. È la parte che possiamo toccare. Sottilissima intorno agli occhi, più spessa su palmi e piante dei piedi. A questo piano è sempre mezzogiorno: c’è un via vai continuo di cellule vecchie che se ne vanno e nuove che salgono. È il famoso ricambio cellulare, fisiologico e costante.

Secondo piano: il derma. È “la polpa”, direbbe mia nonna Maria: dà tono alla pelle grazie a collagene, elastina e acido ialuronico. Qui passano i vasi sanguigni, ci sono le ghiandole sebacee e sudoripare, i recettori delle sensazioni e i fibroblasti, che tra le altre cose riparano i danni. È qui che raggi UV, stress ossidativo e tempo lasciano la loro firma se li lasciamo agire (sull’ultimo abbiamo meno chance, sui primi due abbiamo buone armi a disposizione).

Terzo piano: l’ipoderma. È fatto soprattutto di tessuto adiposo: è il cappotto della casa, ci protegge da freddo e caldo, ammortizza gli urti ed è anche una “dispensa” energetica.

Dentro l’epidermide (lo strato superficiale) il traffico è ordinato: non è infatti uno strato unico, ma è formato da più sottostrati con un flusso ben regolato.
Partendo dall’alto:

Lo strato corneo: Cellule a fine vita, piatte e ben incollate tra loro da lipidi che trattengono l’acqua. Senza di loro? Pelle che tira, pellicine, ‘na brutta storia insomma.

Lo strato lucido: Tipico di palmi e piante dei piedi.

Lo strato granuloso: Si formano granuli che diventeranno cheratina e lipidi.

Lo strato spinoso: Le cellule producono cheratina e si allungano.

Lo strato basale: Dove nascono le cellule nuove che in qualche settimana arrivano su e si staccano. Questo processo si chiama desquamazione: è fisiologico ed è continuo.

Sulla superficie c’è il film idrolipidico, un’emulsione naturale fatta da acqua, lipidi e fattori idratanti che la pelle produce da sé. Mantiene morbidezza e protegge con un pH leggermente acido. Se lo rompiamo con detergenti troppo aggressivi o esfolianti usati a caso, la barriera perde acqua più in fretta e la pelle diventa suscettibile.

Cosa fa la pelle tutto il giorno (mentre noi facciamo altro)?

Fa il controllo accessi: Limita la perdita d’acqua e protegge da agenti esterni, batteri e funghi.

Fa la caldaista: Suda per raffreddarsi e gioca con i vasi per trattenere o disperdere calore.

Fa il front office: Ci manda informazioni su pressione, vibrazione, caldo, freddo, dolore.

Fa il medico: Quando ti graffi o ti tagli, il derma mette in moto una sala operatoria da campo (fibroblasti in prima linea).

Fa da cuscino e riserva: Merito dell’ipoderma.

Tanta roba, neh? Vale la pena spendere per lei!

E ora la domanda che sorge spontanea: dove agiscono i prodotti che usiamo?

  • I detergenti: Lavorano in superficie, interagendo con film idrolipidico e strato corneo. Attenzione: se sono troppo “sgrassanti”, spogliano la barriera.
  • Gli idratanti/emollienti: Rimpolpano i lipidi epidermici e riducono la perdita d’acqua, donando una sensazione immediata di pelle morbida, che non tira.
  • Gli esfolianti delicati: Aiutano il ricambio nello strato corneo e rendono la grana più uniforme.
  • I sieri idrofili: Agiscono soprattutto nell’epidermide, migliorando idratazione e la funzione di barriera.
  • Gli attivi “segnalatori” (es. retinoidi cosmetici, alcuni peptidi): Non arrivano fisicamente al derma in quantità significative, ma innescano segnali che, nel tempo, aiutano i fibroblasti nel derma ad aumentare le loro prestazioni.
  • I filtri solari: Non “entrano”, fanno scudo. Sono l’anti‑age numero uno perché proteggono collagene, elastina e DNA dal danno UV.

Quindi, per iniziare, ecco due tips pratiche ed essenziali:

  1. Trattiamo bene il film idrolipidico
  2. Detersione gentile.
  3. Niente acqua bollente.
  4. Crema idratante coerente con la stagione in corso e il tipo di pelle.
  • Proteggiamo il derma
  • SPF quotidiano! (Mia sorella minore Cri mi dice di sottolineare che va messa anche quando è nuvoloso e che non basta mai quello contenuto in altri prodotti, es. quello nel fondotinta… Vi giuro, se aveste una sorella come Cri ve la mettereste anche per andare a letto la sera, probabilmente! È la sua nuova battaglia quella dell’SPF – dopo quella sulla sicurezza…Vi dico solo che non riesco più a guardare con simpatia i palloncini, li vedo tutti come armi di distruzione di massa pronti ad ostruire le vie aeree di qualsiasi malcapitato… Quando vi dico che Cri sa essere molto convincente non esagero! SPF sempre, please!).

Siamo giunte al termine di questo viaggio nella pelle carissimi! Alla prossima puntata per scoprire il nostro tipo di pelle e la migliore routine per ciascuno.

Nel frattempo, mi raccomando: costanza, divertimento…no drama please!

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