Beauty routine delle mie brame
È vero, che ci spalmiamo acido ialuronico come se non ci fosse un domani.
Tana.
È proprio come dice Csaba: invecchiare pesa.
Vedersi diversi pesa.
Prendere atto che il corpo sta cedendo?
Pesa tantissimo.
Forse però, a pesare è più questa idea di dover essere giovane per sempre.
Che 40 is the new 20.
Che c’è sempre tempo per scegliere, per fare, per realizzare, per il lavoro dei sogni, la vocazione o fare un figlio.
Quanto pesa l’idea di dover vivere tutta la vita al top?
Ci troviamo un pò tutti come Csaba che ricorda la nonna alla sua età: una vera “vecchietta” che sentiva di ricapitolare a 50 anni.
A noi rattrista questa affermazione: 50 is the new 30, no?
Posso sempre vendere tutto e girare in Van il mondo.
Ma queste parole anche mia nonna le diceva e forse solo ora che inizio con le creme anti age capisco che, oltre il velo di malinconia celavano qualcosa di più, oltre quel magone che tutto fosse ormai andato per sempre.
Noi odiamo che non ci sia più spazio per altra vita.
Odiamo essere destinati alla categoria dell’inutilità in cui il mondo moderno ci relega.
Ed è un peso che nessun acido ialuronico potrà alleggerire.
Game over!
Ma non è la fine.
Forse avrò finito di essere tonica.
Di poter mettere minigonne.
Di poter mangiare gelati come se avessi lo stomaco da 12enne.
Di agognare il lavoro che avrei meritato.
Di correre dietro ai figli.
Non potrò più fare certe cose perché non è vero che a 50 o 60 anni siamo ancora 30enni.
Non è vero che Vera Wang in top a 76 anni in uno dei vari “insert-name-please-Awards” sia davvero invidiabile, come ci vogliono far credere.
C’è un’età per ogni cosa e la vecchiaia è un privilegio -Qoelet docet-.
Proprio perché ci sono cose che non potrò più fare:
più che essere “nel pieno della vita” a 63 anni,
io vorrò poter dire di essere invece nella
pienezza della vita.
Avere il privilegio di guardare tutto il bello e soprattutto il brutto del mio passato, gli errori, le cose non fatte, le aspettative non mantenute e provare tenerezza.
Dolcezza per quello che non sono stata.
Per tutta la grazia immeritata e per una vita che ha portato frutto, seppur nelle righe (e nelle rughe) storte.





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