IACULUM QUARESIMA #38 freccia “vieni Santo Spirito”
Ho poche certezze sullo Spirito Santo.
Perché Dio è un vecchio barbuto, forse anche un po’ burbero, tipo nonno di Heidi.
Gesù è una specie di super eroe a metà tra il taglio di capelli di Thor, ma moro e la serafica potenza di Neo in Matrix, con una punta di Wolverine quando serve.
Ma di questa terza persona l’unica certezza ben stampata nella mia mente è la frase con cui la catechista ci minacciava prima della cresima per farci imparare quei benedetti sette doni in fila: “dopo il vescovo vi interroga e se non li sapete…”.
Insomma, non siamo proprio partiti col piede giusto, ecco.
Non c’è da meravigliarsi se non sia esattamente la prima delle tre persone a cui di solito mi rivolgo, soprattutto quando ho da chiedere: che un nonno, si sa, accontenta sempre e un super eroe non delude mai. Invece questa specie di vento, questa colomba, questo che assomiglia più a uno stato d’animo, la “good vibes” per eccellenza, faccio fatica davvero ad afferrarlo.
Eppure è Lui a dare la vita nel vuoto del ventre di Maria.
È lui che fa parlare Elisabetta, che fa calciare Giovanni, che si rivela nel silenzio o squarcia il cielo con voci tra le nubi, che anima gli spiriti più improbabili, che muove, che da voce, che inizia la rivoluzione del Vangelo battezzando nuovamente gli apostoli nel fuoco.
No, non so bene come figurarmelo, eppure una cosa è certa: l’unica chance di far rivelarlo rivelare è nella verginità.
Non puramente fisica, ma assolutamente cristiana.
È la vergine per eccellenza la prima in cui Lui prende dimora: colei che è vuota nel suo intimo -svuotata anche da se stessa-, colei che è scevra da catene, tanto da permettere che in lei si liberi la potenza dello Spirito.
Ci vuole uno sguardo vergine per vedere il mondo come lo vede Dio, per vedere l’altro nella sua pienezza, nella sua unicità, nella sua preziosità come fa Lui.
Ci vuole un tocco vergine, per abbracciare, per baciare, per fare l’amore.
Ci vuole una voce vergine per consolare, per consigliare ma anche per dare speranza nel silenzio.
Ci vuole un anima vergine per camminare la terra e abitare già il Cielo.
E questa verginità è per tutti.





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