IACULUM QUARESIMA #35 freccia “solo l’amore resta”
Conoscete Red e Toby?
Volpe e cane, cresciuti come fratelli, vengono poi separati, o meglio, la volpe viene abbandonata alla vita della foresta, essendo effettivamente una volpe!
Annoverato tra i cartoni più strazianti a pari merito con Bambi, scopriamo che tutto sommato i due riescono a rifarsi una vita senza troppi struggimenti.
Va da sé che la storia si intreccerà in modo da schierare i due “fratelli” dal lato opposto della trama: il segugio Toby dovrà dare la caccia all’amico Red.
Eppure, alla fine dell’inseguimento accanito, tutto si gioca in uno sguardo.
Uno sguardo che fa re-stare – stare di nuovo – i due amici a quando erano cuccioli, a quando non erano poi così diversi.
Quello stare di nuovo cambia il corso della storia regalando il lieto fine: Toby si fa scudo per Red, salvandogli la vita. E’ quell’attesa immobile ma viva che fa “stare di nuovo” nel passato i due protagonisti.
Solo l’amore può farti restare – letteralmente “stare di nuovo” – in quella situazione che sei tentato di abbandonare, in quella strada incerta che non hai voglia di percorrere, in quella relazione che potresti archiviare.
Restare ha a che fare con la fine dei giochi: quando la pazienza è finita, la speranza è diventata uno sport estremo, la stanchezza l’unica risposta ad ogni domanda.
Nella vita ci può venir chiesto di re-stare, non come perdita di tempo ma occasione per tornare al senso originario delle cose: noi cristiani la chiamiamo “quaresima”.
Questo re-spiro del re-stare: un ripetersi vivo, un riscoprirsi unico, un rileggere tra le pieghe sgualcite – e perché no, anche tra le piaghe – della nostra storia per riconsiderare ciò che conta davvero.
Chi c’era quando contava davvero?
Se la risposta sarà tutta umana, allora sarete in balia degli avvenimenti, ma se ci troverete l’ombra di Dio, allora potrete scorgervi una scintilla d’eterno.
Come Maria non se la svigna di fronte alla proposta assurda dell’angelo, così resta in silenzio sotto la croce, perché in entrambi i luoghi c’è la presenza di Dio, seppur incomprensibile:
e questo le basta.





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