IACULUM QUARESIMA #34 freccia “non abbiate paura”
I più sapranno che abbiamo un “gentle-reminder” nella Bibbia:
365 “Non abbiate paura!”, che “50 volte il primo bacio” a confronto è niente.
Per chi non si è passato l’adolescenza a sospirare davanti alla tv, è la storia di un colpo di fulmine tra un ragazzo e una sconosciuta, che però si rivelerà affetta da una malattia cerebrale a causa di un incidente, per cui dimentica ogni cosa successa nel giorno durante il sonno.
Così ogni mattina è una conquista differente e non cambia la realtà delle cose: la malattia rimane.
Ma l’amore troverà un modo per farsi riconoscere, per plasmare ogni giorno, col suo tocco, il presente che abbiamo ricevuto.
Anche nel film non ci sarà il miracolo, ma il riscoprirsi di amici e parenti che troveranno un nuovo modo di fare i conti con la realtà, reinventandone una che sia in grado di reggere con la sfida del presente.
Quel “non aver paura” non è il nostro anestetizzante personale: è il manuale di bordo per affrontare l’ignoto ogni giorno.
“Non avere paura” non è la pacca sulla spalla buttata lì dall’amico che non vede l’ora di cambiare argomento, con la speranza che a tè finito ti alzi ritrovandoti la vita sistemata, i farmaci andati e le sedute di terapia scomparse.
È mettersi in ginocchio – spesso e tanto – davanti a Lui e lasciarlo fare, come quando fai silenzio mentre il medico ti visita dopo aver esposto i sintomi.
È fidarsi mentre sei in fila per la comunione – spesso e tanto – anche se da un po’ quell’ostia rimane muta.
È scoprire che Dio ti stava aspettando in quella confessione, chiudendo gli occhi e buttandoti, senza timore dell’umano che hai davanti.
È affidarsi ad una Madre che si è già schierata al tuo fianco e lotta con te senza riposo, mentre cerca di consolarti.
È farsi aiutare da chi ci conosce da una vita e ha mantenuto uno sguardo di vera Speranza, nonostante la nostra angoscia, fiducioso perché sa vedere la Luce che a noi è oscurata.
È sapere che Lui si aspettava la nostra paura: per questo ce lo ripete e non si fa da parte.
È la promessa che ci tirerà fuori da qui, anche quando noi ci siamo già arresi e abbiamo smesso di lottare.





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