IACULUM QUARESIMA #30 freccia “sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore”

Scaffale Barbie: tra scatole lucide rosa shocking, cerco come da bambina, una che mi somigli.
Non nell’aspetto: team Barbie classica&utopica tutta la vita (magari con la gonna un po’ più lunga).
Le guardo sorridenti con i loro mille desideri e realizzo che “la mia” non la produrranno mai: nessuna bimba la vorrebbe, come me del resto.

Tutto questo Barbie-fa-cose-fantastiche non mi appartiene: ho cozzato più di una volta per raccontare la bella favoletta di una vita capita e vissuta in pienezza.
Anzi, direi che nonostante gli sforzi neanche ora c’abbia capito più di tanto
– non infierisco con “assolutamente nulla” -.

Non mi appartiene la realizzazione di una famiglia, anche se l’ho desiderata.
Non mi appartiene la chiamata da consacrata, anche se non avrei disdegnato.
Non mi appartiene la soddisfazione nello studio e ho toppato alla grande la scelta universitaria.
Non mi appartiene il lavoro perfetto, quello del “Che farai da grande?”, del realizzarsi vivendo delle proprie passioni e talenti.
Tutto questo non mi appartiene e vo di attak per tenere insieme tutti i pezzi senza sclerare troppo all’ennesima rivista glam dalle vite perfette in copertina.
Non mi appartiene e fatico a non girare fronte muro il crocifisso ascoltando storie ad incastri impossibili, romantiche e pettinate nei minimi particolari: scritte a pennello.
Non mi appartengono e seppur non provi rabbia o invidia per le persone, provo amarezza per le mie scelte poco lungimiranti e “guidate” dall’Alto:
sì, Signore, dico a te!

Non mi appartengo molto neanche io, in fondo: mi cambierei molto volentieri.

Eppure Lui si piegherà sempre per scegliere quella Barbie dallo scaffale: proprio la mia.

L’ha fatta Lui, anche se crescendo si è ammaccata e non sbrilluccica più:
Lui la rifarebbe uguale.

Anche se non mi soddisfo, non fa alcuna differenza: non sono qui in “viaggio turistico” stile “Barbie Camper California”.
Anche se noi ci butteremmo via scegliendo tutt’altra vita:
tutt’altra Barbie dallo scaffale.

Perché l’unica cosa che tiene davvero insieme tutti i pezzi è che la mia vita vale comunque, anche se non “realizzata”: solo perché sono figlia Sua.

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