IACULUM QUARESIMA #20 freccia “io non ti dimenticherò”
Alzi la mano chi è stata dimenticata in almeno cinque posti diversi durante l’infanzia: io!
No, non ho chiamato il telefono azzurro e non ho “divorziato” dai miei: sono sicura che quando toccherà a me potrò fare anche peggio.
Più che dimenticanza qui si parla di incomprensione con il consorte – che per chi ha un approccio, anche base, al mondo maschile può capire perfettamente –.
“Io non ti dimenticherò” suona come certezza,
come Gandalf che si aspetta davvero che nel bel mezzo della battaglia, alle prime luci dell’alba, tu abbia il buon senso di guardare ad est.
Ma questa che è tra le promesse di bene più tenere e tenaci di tutta la Bibbia, porta in sé un barlume di infinito, di “follia” divina.
Perché non è umano che non ci si dimentichi mai di qualcosa.
Dal latino de-mens, letteralmente “fuori di mente”: sembrerebbe fisiologico, comprensibile, scusabile, come quando dimentico il sugo che bolle – non provateci a casa! –.
“Io non ti dimenticherò” è per tutte le tentazioni di sminuirci.
È per tutte le volte che il peccato ci dà l’illusione di essere abbandonati da Dio.
È per tutte le volte che le nostre preghiere ci appaiono inascoltate, soltanto perché le cose non prendono la direzione che vorremmo.
È per tutte le volte che ci arrendiamo e non riusciamo a darci una seconda possibilità.
È per tutte le volte che guardiamo il Cielo e ci sentiamo tagliati fuori.
È per tutte le volte che crediamo che Dio sia troppo impegnato per curarsi di noi.
È per tutte le volte che non crediamo possibile un Amore così.
È la certezza di una promessa: tu non sei mai fuori dai pensieri di Dio.





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