IACULUM QUARESIMA #13 freccia “tutto è vanità”
Hebel habalim.
Letteralmente, vapore di vapore.
Una cortina di nebbia intorno a noi.
Quella vanità che impedisce di vedere davvero la persona dietro le sue azioni.
Tutto è vapore.
Difficile da trattenere, difficile da controllare.
Noi che ci illudiamo di mettere sette sveglie consecutive per ingannare il sonno.
Noi che proviamo a salvare tutto in infinite liste dei preferiti.
Noi, che non impariamo nemmeno dagli errori più madornali: tanto sono sempre gli altri a commetterne di peggiori.
Noi, che ci affanniamo sotto il sole, giorno dopo giorno, proprio come dice Qoelet, spesso dimenticando persino di respirare, gettandoci in giornate frenetiche che ci lasciano vuoti, in lavori che non vorremmo, in amicizie che ci prosciugano.
Dovremmo ricordare che quel vapore è stato una volta soffio vitale che ha dato un senso alle nostre liste dandoci una priorità.
Quell’hebel che ci ha messo nel cuore la voglia di arrivare sì, ma a un obiettivo più sfidante e luminoso dei nostri desideri egocentrici.
Solo così la nebbia si dirada e in mezzo a tutta l’incosistenza che ci circonda, ci ritroviamo esseri amati anche quando non produciamo o non valiamo come il mondo vorrebbe.
Come noi stessi vorremmo.
Siamo vapore, se pensiamo di poter bastare a noi stessi, ma alito di vita se ricordiamo che qualcun Altro ha soffiato nel nostro cuore un desiderio di eterno.





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