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IACULUM QUARESIMA #9 freccia “verso l’alto”

verso l'alto

Ogni volta che la sento, non posso non pensare che Pier Giorgio andava a messa tutti i giorni:
“in alto i vostri cuori”, ascoltato tutti i giorni.

E quel “verso l’alto” sembra quasi un modo
di custodire quella comunione con il Signore.

Vero l’alto è un “rapimento” del cuore,
un moto che anima i santi,
alcuni dei quali addirittura, presi da questo amore, si sollevavano da terra: penso a San Filippo Neri, a San Giuseppe da Copertino, a Santa Teresa d’Avila, a San Francesco, alla stessa Maria “attirata” in Cielo.

E certo queste estasi non erano utili a loro, che cercavano di tenerle nascoste e che, nel caso di San Giuseppe, gli costarono la reclusione isolato in convento.
Perchè per noi sono certamente manifestazione magnifiche della presenza di Dio nella nostra realtà, ma per loro erano causa di sofferenza, turbamento e di particolare prudenza e premura.

E nonostante ciò,
la provvidenza ci ha permesso di conoscere
il “rapimento del cuore” di questi “servi del Signore”:
il Cielo parlava già noi,
anche nelle loro vite.

A noi che dobbiamo ricordarci sempre quel “verso l’alto” per essere pronti e disposti a farci “rapire lo spirito”, nella vita di tutti i giorni.

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