,

IACULUM QUARESIMA #3 freccia “non io ma Dio”

non io ma Dio

Negare e affermare.
Negare e affermare.
Negare: noi stessi.
Affermare: Dio.

Non c’è spazio per Lui se il cuore è già pieno.

Spesso ci illudiamo di lasciare vuoto il posto riservato alla fede, nella nostra anima: non ho bisogno di nessuno, ma la verità è che siamo assetati di verità e bellezza, di risposte e se non sarà Lui, a riempire di senso quel vuoto, cercheremo in qualcos’altro.

Negare e affermare.
Negare noi stessi per smettere di pensare che possiamo farcela da soli, senza quella “D”.
Negare e affermare.

Perché il gioco che ci frega è sempre guardare a quanto poco male facciamo noi, rispetto al resto del mondo.
In fondo, talmente poco confrontato alle notizie del telegiornale che sembra quasi bene.
Invece, se pensassimo a quanto poco bene, a quanto ne potremmo fare, a quanto potremmo riempire le nostre giornate di Dio, invece che starcene pieni e tronfi del nostro io, dei nostri successi, di quel tanto che ci sembra di aver elargito, scopriremo che c’è da chiamare la Marie Kondo della situazione (o magari un’altra Maria, un po’ più in alto, che forse piegava anche lei le tuniche a origami, eh, chi può dirlo!), per un bel decluttering spirituale.
Perché se la domanda per ogni riuscita operazione di riorganizzazione e pulizia Konmari style è “mi dà gioia?” forse scopriremo che davvero gli armadi della nostra anima dovremmo riempirli più di Dio e svuotarli di “io”.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *