IACULUM QUARESIMA #17 freccia “Gesù, Giuseppe e Maria, che l’ultimo cibo sia la Santa Eucaristia”
Vi è mai capitato di vedere un film ed improvvisamente avere fame?
Come quando Pingu beve quegli incredibili succhi dalle cannucce colorate, Heidi cola il formaggio sul pane, quando Naruto si divora la ciotola di ramen migliore del mondo, o i clienti assaggiano il “loro” cioccolatino preferito mentre Vianne fa girare la ciotola maya nella cioccolateria di Lansquenet, per non parlare dei biscottini che Alice trova a casa del Bianconiglio.
Ma solo noi abbiamo un cibo che profuma di “per sempre”: tramandatoci attraverso un “calice amaro” che lo stesso Gesù non si è rifiutato di bere.
Il divino che si è spinto oltre ciò che è umanamente plausibile, solo per dare a noi una forma, una consistenza di infinito.
Così anche la nostra natura si nutre della consistenza del Cielo.
Ma c’è solo un modo per gustare qui in terra questo pezzo di paradiso lasciato in dono: essere “in comunione” è l’unico modo per “fare la comunione”, come essere innamorati è l’unico modo per fare l’amore.
Comunione è volere ciò che vuole Lui,
voler pensare come pensa Lui,
voler stare nel mondo come ci sa stare Lui:
non è il ricordo della vita di qualcuno ma incarnarla nella nostra storia, oggi.
Cosa potrà esserci di più vero, di più incoraggiante, negli ultimi istanti di vita?
Avere al nostro fianco la presenza reale e viva dell’Unico Signore che ha sconfitto la morte, non sarà la sola cosa davvero incoraggiante per noi, in quel momento?
Restare al Suo fianco mentre si stenderà sulla nostra vita il velo di sorella morte: no, non avrò paura, se Tu sarai con me, anche lì, alla fine di ogni cosa terrena.





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