Annaffia le piante con un pizzico fede

Come se non avessimo già mille cose da fare

e mettere in fila durante la giornata, direte voi.
Quello che vi proponiamo è un esperimento. Provate a fare queste piccole cose per un mese e se dopo trenta giorni non saranno entrate nelle vostre abitudini allora lasciate stare, altrimenti ne vedrete i benefici.
Tranquilli, non siamo impazzite, non vogliamo parlarvi di faccende new age o di meditazione mentre fate yoga, tutt’altro.
In questa quarantena abbiamo capito ancora di più come le cose semplici siano le migliori, come avere delle abitudini quotidiane aiuti non solo i bambini ma anche noi adulti.
Vogliamo proporvi uno sguardo nuovo su alcune azioni che crediamo possano farci bene.
Fateci sapere se voi ne avete altre che vi stanno a cuore e che avete imparato a guardare sotto una luce un po’ più sacra, diciamo meno neon e più candela per intenderci!

1. Cucinare con amore

Sembra una delle solite frasi fatte che poi in realtà non si mettono in pratica, perché diciamocelo, quando sei stanca, quando non hai dormito per tutta la notte perché il piccolino si è svegliato e risvegliato di continuo, quando alla sola idea di dover entrare in cucina e mettere mano ai fornelli ti viene voglia di arruolarti nell’esercito, ecco diciamo che a volte cucina e amore non si riesce proprio ad accostarli. Ma infatti noi crediamo che non sia una questione sentimentale, ma qualcosa di più. Cucinare per la famiglia è di per sé un atto d’amore e se lo si fa credendo in questo ciò che cambia è la nostra motivazione, che aumenta, e la gratitudine di chi riceve, che sarà tanta. Cucinare con Dio, poi, significa rendere grazie di ciò che abbiamo. Allora fate cosi: tenete in cucina, a portata d’ occhio, un’immagine sacra a voi cara; dite almeno una preghiera mentre cucinate o cantate un bell’inno a Maria, Regina della casa; dite sempre una preghiera, anche molto breve, prima di iniziare il pasto. Vedrete che tutto cambia, se prendi qualsiasi cosa, come un’azione quotidiana che spesso ci pesa, e la metti in mano a Dio, Lui la prende e la plasma, la fa diventare tutta luminosa e te la restituisce piena di gioia e attrattiva per il tuo cuore. Provare per credere!

2. Telefonare ai genitori

Probabilmente qui diremo qualcosa di scontato per la maggior parte di voi, tuttavia sappiamo che almeno per qualcuno così scontato non è, anzi.
Ogni giorno datevi come appuntamento fisso quello di telefonare ai vostri genitori, non importa se non avete nulla da dire, non importa se in qualche caso c’è imbarazzo, non importa se la telefonata dura un minuto e mezzo perché gli argomenti sono finiti. Voi siete i figli, nessun altro a parte voi ricopre quel ruolo. Anche se aveste dieci fratelli, come voi non c’è nessuno, ogni figlio è unico, è a sé, e dovete sempre pensare che tanti anni prima le vostre mamme vi hanno allattati, vi hanno coccolati, si sono alzate di notte per voi, e i vostri padri vi hanno tenuti in braccio, vi hanno insegnato a nuotare, vi hanno fatto fare “vola vola”. In ogni caso, anche se non avessero fatto una sola di queste cose, loro rimangono i vostri genitori, coloro che vi hanno messi al mondo e tanto basta per essere loro grati per tutta la vita e ancora di più.
Onora il padre e la madre, anche quando non ti va, anche quando la rabbia per quello che hanno fatto o detto o che non hanno fatto o che non hanno detto è tanta, onorali sempre.

3. Prendersi cura delle piante

Il giorno dopo del mio matrimonio mi svegliai e andando in cucina passai davanti a quella decina di piante, tutte molto belle e rigogliose, disposte in vasi bianchi. Le guardai e pensai “domani partiremo e staremo via per dieci giorni. Quando torneremo voi sarete morte e io sarò libera”. Ora non spaventatevi, non sono un mostro, semplicemente all’epoca, aldilà del periodo del viaggio di nozze, avevo un lavoro che mi portava a stare fuori casa dodici ore al giorno quindi la sola idea di dover annaffiare delle piante al mio rientro, oltre a dover cucinare, lavare, pulire e stirare, mi sembrava folle. Inoltre il mio pollice non è mai stato verde, neanche pallido.
Poi un giorno scopri che invece quel piccolo impegno quotidiano, che ti richiede un tempo minimo, ti ridona il centuplo in bellezza. Un fiore che sboccia, un germoglio che spunta, sono in grado di infonderti una carica e una gioia uniche nel loro genere. Sono qualcosa di relativamente piccolo ma incredibilmente arricchente. Prendersi cura delle piante significa prendersi cura della natura, riconoscere in essa un atto di amore che il Creatore ha fatto per noi creature, quindi esserGli grati versando dell’acqua e sradicando le erbacce.

4. Curare il proprio aspetto

La bellezza non sta nella vita sottile o nelle labbra carnose. La bellezza sta in un sorriso sincero e in un abito semplice ma che ci fa sentire a nostro agio. Ogni mattina lavatevi, indossate vestiti puliti, sistematevi i capelli, mettete un filo di trucco, se siete solite usarlo, o comunque mettete sempre una crema idratante. Succederà che vi sentirete meglio e questo farà sì che il vostro modo di porvi nei confronti di chi vi sta intorno sarà più gentile, più cordiale e più ben disposto. Ricordiamoci che il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo, quindi in quanto tale dobbiamo prendercene cura, dobbiamo tenerlo in salute, per quanto dipende da noi, e farlo per glorificare Dio.
Ciò che fa la differenza, infatti, tra chi è succube del proprio aspetto fisico e chi cura il proprio corpo senza cadere nella vana gloria è proprio lo scopo: se ciò che facciamo è sano, equilibrato e di buon gusto, gli effetti sul nostro benessere saranno immediati e notevoli.
Nella Bibbia troviamo molti esempi dell’uso di cosmetici. Basti pensare che, per presentarsi al Re, Ester impiegò “sei mesi per profumarsi con olio di mirra e sei mesi con aromi e altri cosmetici usati dalle donne”. Insomma, farsi belle, per se stesse e per gli altri, è anch’essa una forma di amore che passa anche in questo caso attraverso un gesto di cura.

5. Leggere

La lettura quotidiana di un libro, di una rivista, di un articolo (tipo del nostro blog!) ci apre la mente verso altri mondi, altre vite, altri orizzonti. Non è un semplice esercizio di una capacità, ma è qualcosa di molto più vasto. Leggere, anche poco ma quotidianamente, ci fa distaccare momentaneamente da ciò che stiamo vivendo in quel momento, così che possiamo ritornarci ricaricati, arricchiti da un nuovo pensiero, da una nuova riflessione. Ciò che poi è ancora più bello è condividere con gli altri ciò che abbiamo scoperto attraverso la lettura, è occasione di confronto e apre le vie della comunicazione.
Ogni giorno trovate del tempo, anche poco, anche solo due minuti, per leggere e poi riflettete su ciò che avete letto e parlatene con vostro marito, con i vostri figli, con i vostri genitori o con vostra sorella. Scoprirete come è bello non parlare sempre e soltanto di “cose da fare”: siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio, il quale nel creare l’universo ha dimostrato di avere un’incredibile fantasia, dono che ha fatto anche alle nostre menti.

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