buone-cattive-abitudini-riguardo-igiene-intima-500x333

Discorsi da bidet – igiene e altre abitudini intime

Non ho mai dato troppa importanza all’igiene intima. Non nel senso che non mi lavo, eh! Nel senso che di solito ho sempre arraffato il primo sapone che capitava, fosse pure quello dei piatti per intenderci, ma finisce che la sensazione laggiù è davvero quella di una spugna per piatti (no, non la Spontex gialla e verde. La spugnetta di ferro.).

Oggi, parliamo con l’ostetrica Rachele Sagramoso di quella che è sì una abitudine (spero per tutte!), ma che forse potremmo migliorare per il nostro benessere e sfatare anche qualche dubbio cosmico e credenza diffusa.

1.Quante volte al giorno è bene lavare le parti intime? C’è il rischio di lavarsi troppo e indurre fastidi come prurito o secchezza?

Dipende dall’età e dal proprio stato. Se la donna è in età fertile e non ha il ciclo mestruale né è in gravidanza, il lavaggio basta dopo le funzioni intestinali e la sera, come normale igiene (se si è abituate al lavarsi anche la mattina, basta fare attenzione e prendere nota del muco vaginale per comprendere la fase del ciclo uterino nella quale ci si trova). I saponi dovrebbero essere neutri e non aggressivi (per gli ingredienti è possibile visionare il Biodizionario). Durante il ciclo mestruale basta una normale igiene non aggressiva. In gravidanza suggerisco, ogni tanto, l’uso del bicarbonato: la mancanza di ciclo mestruale potrebbe portare all’aumento di fastidi locali.

Ovviamente saponi troppo aggressivi possono seccare la pelle o dare allergia.

Tutte le ostetriche che sono disponibili nei consultori sono formate a rispondere a queste e altre domande in modo acconcio. Nel momento in cui vi sono perdite o sintomatologie locali, è importante una visita e un colloquio con un tampone vaginale.

2.Come possiamo scegliere un buon sapone tra tutti quelli in commercio? Dipende da qualche caratteristica personale? (… o posso anche continuare a scegliere solo in base al profumo, come faccio di solito?!)

Io sono tendente a suggerire prodotti con un buon INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Ci sono siti che insegnano a comporre da soli il proprio detergente, magari con l’olio essenziale che più si confà al nostro odorato (per rispondere alla domanda sul profumo) e magari con gli ingredienti che meglio ci servono in certe circostanze: camomilla in caso di bisogno di delicatezza (giovani donne), oppure con tea tree oil (antibatterico) o molto altro. Di solito i saponi peggiori sono quelli da supermercato, anche se ci sono catene che hanno una buona linea biologica.

La vagina femminile, quando non è affetta da infezioni, possiede un meccanismo di ‘pulizia’ che non necessita di accortezze particolari. A livello vulvare è importante avere cura della delicatezza e in zona anale dell’igiene antibatterica (il tea tree oil è il componente anche di pomate antiemorroidi, quindi è molto buono, in tal senso).

3.Schiuma o sapone liquido? Che differenza c’è? E ci sono casi in cui uno dei due è più indicato (tipo io, dopo il parto, ho usato per un bel po’ la schiuma così da spruzzarla da lontano tipo idrante e evitare di sfregare le ferite aperte da parto)?

Ci sono schiume e schiume: nel caso specifico del post parto io ho sempre sollecitato a compiere la scelta personale più acconcia. In realtà molte neomamme preferiscono un’igiene non aggressiva con semplice acqua corrente (con la doccia, ad esempio), sia per evitare di sfregare le ferite o le emorroidi che talvolta rimangono qualche tempo. Quando poi, passate le perdite e i fastidi (anche solo psicologici: non tutte gradiscono toccarsi dopo il parto per paura di sentire dolore), si ritorna in carreggiata, si può tornare alle proprie abitudini.

Il sapone liquido è molto concentrato, di solito. Quindi è importante conoscere gli ingredienti usando magari il Biodizionario del quale parlavo poco più in su).

4.Lavarsi subito dopo un rapporto influisce sulle possibilità di concepimento?

In linea di massima gli spermatozoi, soprattutto se il rapporto avviene durante la finestra fertile (cinque giorni al mese) e trovano il muco ovulatorio, viaggiano molto più rapidamente di quanto si pensi. Lavarsi non è assolutamente un problema.

5.E’ vero che la biancheria intima dovrebbe essere di colore bianco? (…e io che la uso solo nera corro qualche rischio?)

La biancheria dovrebbe essere di cotone (per lo meno nella zona a contatto con la vulva) anche solo per il fatto di poter usare le alte temperature per lavarla. Il fatto che sia bianca probabilmente è di aiuto se si macchia ed è necessario usare la candeggina. Gli slip neri non sono un problema.

Ovviamente nessun problema per chi usa altri tipi di tessuti: ognuno ha le proprie abitudini.

6.Per le bambine è comunque indicato usare un sapone intimo o meglio qualcosa di più leggero?

Per le bambine non è indicato sapone, ma acqua corrente. Magari giusto un sapone delicato in zona perianale per l’igiene.

7.Dicono che l’acqua fredda aiuti a pulire meglio e prevenire alcune patologie: verità o inutile sofferenza?

Sicuramente l’acqua calda usata per l’igiene intima e in ammollo, non è il massimo per evitare la crescita di batteri. Il caldo e l’umido accrescono molto la carica batterica, per cui personalmente io suggerisco sempre l’acqua corrente tiepida e l’asciugatura accurata con asciugamano personale o salvietta di cotone, usa e getta.

 

DISCLAIMER: l’immagine utilizzata non è di nostra proprietà, fonte web.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *