IACULUM QUARESIMA #45 freccia “questa notte non è più notte”

Come sono amare le tenebre del cuore:
come avvolgono, come imprigionano, come immobilizzano.

Non è semplice ricordare che ci può essere Luce nelle notti scure, quando tutto sembra stringere e soffocare.

Come si riaccende la speranza in chi non ha più vista per scorgere l’arrivo dell’aurora?
Come si ritrova la speranza quando anche la preghiera diventa vuota, e i sacramenti vacui?

Tu non abbandoni neanche nell’apatia di un anima che non ti cerca, o nel disprezzo di un anima che ti profana.
Troppo spesso Signore, sono io che smetto di seguire la tua luce e resto nel crepaccio delle mie angosce, negli abissi della mia tribolazione, nella voragine del mio terrore.

Signore fa che anche in quel nulla io non perda più la fiducia, anche cieca, anche vuota, anche inerte, anche irrazionale.
Che io continui a respirare la tua presenza in una certezza che va oltre ogni mia ragione, di poterti, alla fine, ritrovare.

Che io possa vedere spiragli del tuo amore in uno sguardo di bambino, in una carezza di un fratello, in una risata per la strada verso casa.

Ricordami che conti le mie lacrime, che mi scruti anche mentre dormo, che mi sostieni anche se non ti vedo, perché troppo occupata di fronte a quel “tutto” che mi crolla addosso.

Dammi la pazienza di attendere,
la forza per reggermi in piedi sotto la croce come Maria,
con gli occhi gonfi fino alla tomba,
per guardare la pietra che rotola e restare in silenzio,
nel nulla del Sabato Santo,
in attesa del tuo ritorno glorioso
anche nella tomba della mia anima.

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