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IACULUM QUARESIMA #8 freccia “prega, spera, non agitarti”

prega, spera, non agitarti

Già a prega, diciamo che il mio livello di “cattoliciturdine” potrebbe scricchiolare (giusto perché Padre Pio è stato più clemente di Gesù omettendo “sempre, senza stancarsi mai”).

La parte dello sperare, è tutto un altro paio di maniche. Non parlo solo del presente, che è già agghiacciante di per sé, ma anche del passato: nulla di nuovo sotto il sole, dice Qoelet.

E come fai a non agitarti nel creato che geme in balia di un uomo che non riconosce più la sua “immagine” e si perde nelle etichette del mondo?
Un uomo che scorda la somiglianza con Dio e si plasma da solo, diventando un Re Mida pazzo che insozza di peccato originale ogni cosa bella che tocca?

Tu, Pio, guardavi in faccia Satana, vivevi la croce nella carne, affrontavi battaglie non solo spirituali e avevi la forza di dire “non agitatevi”.

L’agitazione, quella cosa “tutta interiore”, tra pancia e cuore, sembra veramente prendere forma dalle viscere più nascoste del nostro essere.

Eppure Dio non ha mai pensato di lasciarci in balia della nostra “pancia”, del nostro sentire, dei nostri sbalzi d’umore, dei nostri terrori.

Noi sappiamo di quale Amore ci ha rivestiti fin dall’Antico Testamento: un Amore niente meno che viscerale, risuona tra le pagine della Bibbia come “rachamim”, da “rechem” grembo della madre.

Forse era questo il segreto di Pio: scegliere di fidarsi dell’abbraccio materno di Dio, di quel grembo che avvolge nonostante sia invisibile al bambino, ma che è più vero di quel buio dentro la pancia.

Sapere che siamo avvolti da Luce ed Amore oltre ogni sensazione.

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