6 passi per la staycation perfetta

Parto per la staycation – Organizza una vacanza…a casa in 6 mosse!

Non ci sono scuse questa volta. Si parte. Niente non ho abbastanza soldi per farne un’ altra, il capo non mi dà più le ferie, nessuno mi accompagna, è la stagione dei monsoni, io sono l’unica sfigata sulla terra che non trova mai uno straccio di offerta su Ryanair.

Si parte. Per una staycation! Ovvero…una vacanza a casa!

Chi l’ha detto che è vacanza solo quando mettiamo abbastanza  km tra noi e la nostra cucina?! La staycation la puoi fare quando vuoi, non serve chiedere giorni (sabato e domenica bastano!) e se non puoi spendere niente…non spendi (non più di quanto spendi di solito a casa!).

Ecco come oragnizzarla, perché anche la staycation come tutte le vacanze va pianificata al dettaglio!

1. Tagliamo il mondo fuori

Siamo in vacanza. È come quando sono in una remota isola tropicale dove il wifi va e viene e serve un hotspot sennò addio credito. Mettiamo un bel messaggio automatico di posta “out of office” e rimandiamo a lunedì conversazioni, chat e social. Al massimo un’occhiata al giorno per condividere una foto della nostra vacanza e le chiamate di mamma, quelle di emergenza, sennò chiama l’Interpol. Come in vacanza.

2. Non cuciniamo

Ordiniamo dal cinese se siamo mentalmente a Pechino o un hamburger se stiamo salendo l’Empire State Building. Colazione sotto la Torre Eiffel con cornetto e latte (e al bar possiamo chiedere la brioche che fa più Parì!). Portiamo il cibo da vacanza a casa. Valgono anche le schifezze.

3. Come in hotel

La camera la sistema qualcun altro e se non vogliamo spendere per chiamare la signora delle pulizie allora almeno mettiamo un vaso di fiori freschi, una candela con un nuovo profumo, degli asciugamani nuovi in camera. Oppure uno scambio di ruoli: il marito rifà la camera e cambia le lenzuola, tu ti dedichi a una colazione homemade coi pancake (o a chiamare qualcuno che la porti!)

4. Cocktail

Se proprio vogliamo preparare qualcosa andiamo al supermarket e prendiamo tutto quello che serve per servirci un cocktail vacanziero. Uno nuovo, che neanche in vacanza abbiamo provato mai. Magari al cocco o qualche frutto esotico. Balcone, stuzzichini e musica Hawaiana in sottofondo.

5. Viviamo la nostra città da turisti

Se siete tipi che in vacanza devono mettere la spunta a tutti i monumenti è prevista la visita nei dintorni a qualche paesino/museo/mostra/galleria che pur abitando a due passi non avete visto mai. Ma deve essere nella vostra città o massimo quelle proprio confinanti. Andate all’ufficio turistico, prendete informazioni se già non avete le idee chiare e se avete visto tutto gironzolate in centro, fate colazione con calma leggendo una rivista o un libro e scattate la foto ricordo. Compratevi anche qualcosa di nuovo: il souvenir in vacanza è d’obbligo.

6. Fai niente.

A volte la cosa più bella delle vacanze è lasciare in ufficio la lunghissima lista Delle cose da fare. Che sia un sonnellino, un bagno, l’amaca all’aria aperta, nella tua staycation le cose da fare restano a casa (in un altra stanza  della casa in questo caso!).
E mandateci una cartolina eh!
cambio stagione con george clooney

Il “metodo ER” per cambi stagione a prova di George

Leggi: piccola guida alla svolta del tuo cassetto intimo (…e del cambio di stagione!).

Pigrone, arruffone e ciaffottone seriali ecco a voi la mini guida che stavate aspettando!
Mentre arrotolate tre volte nel plaid state guardando per l’ennesima volta “Una mamma per amica” con la maglietta “comitato gattare 2018”: eccomi a vostra dis…truzione!
Forza alza quelle chiappette dal divano-letto- sedia-muretto e corri in camera.
Non si discute!
Niente ma!
Niente però!
Apri il cassetto dell’intimo. Non si apre dalla roba che ci hai infilato a forza? Male! Molto male! Tira forte!

Ci siamo.
Ora inizia il bello.
Metodo ER modalità ON.
Sì ER , quel gran formicaglio di figaccioni degli anni ’90 con uno straordinario George agli esordi.
Ecco spiegato perché si chiama il metodo ER.

Chiudi gli occhi e immaginati in una puntata di ER. Non in quella della strage con l’elicottero che va contro il treno che deraglia e finisce sotto la metropolitana.
La puntata con la ragazzina con lo svenimento al mercato, quella fragile e carina, che sta lì per coprire il buco tra la fuga del leone allo zoo e la caduta dell’ovovia da 3.000 metri.
Eh sì, quella un po’ insignificante che non può morire perché in un paio di puntate la faranno fidanzare con l’infermiere o lo specializzando prima di dover abbandonare tutti e inseguire la borsa di studi nell’Ontao.
(che poi esiste l’Ontao?! Dettagli.)
Voi siete quella fanciulletta.
La povera ragazza che in un giorno qualunque, ad un orario qualunque si ritrova, non si sa come , in ospedale con George che la fissa ammiccante chiedendo “Si sente bene? Stia calma è in buone mani, qualche analisi e potrà ritornare a casa!”.
Ecco…riapri gli occhi cercando di togliere la bavetta che sennò scivoli ed è la fine: prima di scivolare, applica il metodo ER!
La vedi la canottiera bucata? Sì, quella col pizzo sullo scollo che metti sempre anche se è bucata perché quel pizzo che esce dal maglioncino ti piace tanto. Bene. Prendila. Apri il cestino e lasciala andare!
Lo vedi quel reggiseno cencioso che manco la Signora del West, ma tu ci sei affezionata anche se il bianco è diventato grigio e l’orlo sembra masticato dal gatto, ma me lo ha regalato il ragazzo che mi piace e ma, ma, ma…? IDEM!
I calzetti: lo sai che se ti togli le scarpe al bowling con quelli ai piedi ti arrestano?!
Ed ora loro…le mutande!

Sch, sch, sch, taci!
Richiudi gli occhi…pensa a George intensamente.
Ora, sempre ad occhi chiusi, con quale mutanda non ti vergogneresti se il Dottor George dovesse trovarti nel reparto emergenza dell’ospedale di Canicattì?
Visualizzata?
Bene…ora, rimarranno massimo due mutande nel tuo cassetto! Ora certo, se delle 165 mutande del tuo cassetto se ne salvano solo due fai un piccolo sforzo: so che è difficile, ma le mutande devono arrivare almeno a 10, con tre mutande adeguate ai giorni da donna (NB: ho detto adeguate. La parola comode non esiste nel metodo ER, ma abbiamo sostantivi che si avvicinano!)
Tranquilla, è giusto così, oramai non puoi tornare indietro: il metodo ER non è solo un metodo, è il tuo nuovo stile di cassetto intimo. E magari estendilo anche a tutto il cambio stagione che male non fa: il tuo George può essere dietro l’angolo!

 

DISCLAIMER: l’immagine non è di nostra proprietà, fonte: photos via Clemens Bilan/Getty, NBC

perché appendere il crocefisso in ufficio

Quei lunedì di m…Mordor!

Come tutti i lunedì di Mordor che si rispettino appena apri gli occhi e ti accorgi che la sveglia non ha suonato, tu tenti di far finta di niente e inciabattata (copyright su questo termine fresco di conio) ti dirigi in bagno a cercare di dare una parvenza di decenza a quell’arruffamento che i più hanno la fortuna di chiamare capelli (non io nei primi 10 minuti dopo il risveglio).

Ed è proprio mentre con gli occhi sbarrati versi il latte nella tazza dei cereali che ti accorgi che qualcuno prima di te ha finito il latte (…e che te lo devo dire io che in dispensa manco una goccia?): a questo punto hai già la prova matematica che è cominciato il tuo lunedì di Mordor!

E allora tu accetti la cosa così com’è: sali in macchia ovviamente a secco, arrivi in ritardo per la fila al benzinaio mentre il capo ti aspetta per farti la festa e la giornata prosegue così, tra il computer che gli si è bruciata la scheda madre e il server saltato per la tempesta dell’altra notte che manco Dorothy quando si è ritrovata la casa ad Oz.

Le mail da leggere che ora ci vorrebbe la sfera di cristallo sono niente in confronto ai file Excel che devi aggiornare dai tempi dell’arca di Noè, gli stessi che venerdì alle 21.37  “finalmente ho finito tutto così lunedì sistemo!”: ecco. Lunedì appunto.

Non c’è parvenza di miglioramento neanche quando rispondi al telefono e il fornitore continua a sbraitarti numeri senza accettare il fatto che senza il gestionale o un pezzo di carta non ti ricordi manco il tuo compleanno.

Insomma, ti trascini così, fai del tuo meglio. Pranzi con un panino perché c’è l’atto alle 14 in ufficio e rifai i conti con la calcolatrice col pannello solare che mannaggetta sono già le 17 e tocca tenerla calcolando l’inclinazione dei raggi sul vetro con il meridiano di Greenwich…eh no…s’è rispenta.

E allora arriva lui (o nel mio caso è sempre stato lì) il tuo Sam Gamgee, colui che ti salva dal giorno di Mordor, colui che anche se non sa se ce la farai, o se hai voglia del suo aiuto, anche se passava lì per caso, è disposto a portarti sulle spalle fino a dove può.

Non cambia che sia un’amica, la collega di fianco a te, il tizio del caffè che porta le cialde appena finite (eh sì…soprattutto il tizio del caffè!), per sopravvivere al vostro Lunedì di Mordor dovete riconoscere il vostro Sam! Se non lo riconoscerete allora dovete solo avere l’accortezza di spostarvi da una stanza all’altra nel più breve tempo possibile sperando che L’Occhio non faccia in tempo a puntare il riflettore sul prossimo disastro e sperando che voi riusciate tornare nel vostro angolino buio prima che sia troppo tardi.

Ma no, con un Sam al vostro fianco tutto questo non potrà accadere e se come me avete anche il cellulare scarico (ciao amiche!) e la vostra collega lavora solo la mattina, il caffè non lo bevete e il computer è ancora svenuto, beh spero almeno abbiate la fortuna di avere nella parete davanti a voi il vostro Sam personale.  Sì, magari un po’ più a destra del poster di Thor,  che Thor proprio scansate che oggi vali quanto il due di picche quando comanda bastò (cit. nonna).

Il Sam che intendo io ogni volta mi sembra che mi strizzi l’occhio e faccia quasi spallucce con le braccia alzate come a dirmi “Ehi, non te la prendere, capita a tutti”. E allora ve lo svelo il mio Sam personale, lui è un gran bell’uomo, falegname, che ha fatto del suo mestiere la sua passione (in tutti i sensi!).

È così tranquillo lui che si è fidato di un solo uomo neanche muratore quando la sua “casa” andava a pezzi! Il mio-ad-esclusivo-uso-personale Crocifisso di San Damiano è sempre lì: parete di fronte in alto a destra! Così che se alzo lo sguardo dal PC dopo l’ennesima telefonata esasperante riesce a non farmi dire la solita parolaccia post-sfuriata! E dirò sempre grazie al capo che me l’ha lasciato appendere in ufficio. Per i miei giorni di Mordor e per quelli di Glorfinder…o meglio Galadriel?! Beh, si è capito no?!

i primi cinque giorni dopo il weekend sono sempre i piu duri

consigli per mogli sull'orlo di una crisi di nervi

Manuale per mogli sull’orlo di una crisi di nervi!

Ehi tu, sì proprio tu, che la mattina ti svegli già esaurita, che saluti tuo marito con un rapido bacetto che manco alle elementari, tu che corri tutto il giorno, che hai un’agenda che non si chiude più già alla seconda settimana di gennaio, che pranzi con un panino con rucola e bresaola, che la sera torni a casa e sebbene il tuo solo desiderio sia quello di infilarti sotto le lenzuola di flanella e dormire come non ci fosse un domani hai una coscienza così rumorosa che ti costringe a farti una doccia (perché sì, è il caso di farsela), metterti una di quelle tutone grigie di pile che se non stai attenta davanti ai fornelli diventi come la torcia umana, correre in cucina a preparare una cena in venti minuti, nel frattempo fare tre lavatrici, passare l’aspirapolvere, poi ti siedi a tavola e guardi quello che dovrebbe essere tuo marito ma in realtà è un coinquilino, visto il tempo che ci trascorri, con lo sguardo da trota salmonata dopo una settimana che è stata pescata, biascichi qualche parola sotto i fumi della stanchezza, finisci di cenare, prepari la lavastoviglie, sistemi la cucina, stiri un po’ di panni perché il mucchio che si è creato nella cameretta è così alto che tra poco arrivano i vigili a chiederti se hai i permessi. Fatto ciò, ti lavi i denti con un occhio già chiuso e ti metti a letto, indossando quel pigiamone che farebbe tristezza anche alla tua bisnonna, che lei a dormire ci andava con il pigiama di seta e pizzo anche a meno trenta, dai la buonanotte al marito senza neanche guardarlo e ti giri dall’altra parte perché vuoi dormire che domattina si lavora, che novità, e non si sa mai che non hai le forze per replicare all’infinito la stessa giornata così piena e al tempo stesso così vuota.

Allora, sei tu vero? Bene, anzi male, se sei tu o se comunque sai che ti ci avvicini pericolosamente, segui queste preziose indicazioni per cambiare la tua giornata e vedrai che quello che sembra solo un coinquilino diventerà davvero tuo marito con tutti i benefici annessi!

Step n°1: SII UN’ADOLESCENTE

La mattina quando ti svegli fagli un sorriso (però attenzione magari prima fai un salto in bagno a lavarti i denti!). Preparagli la colazione e fermati anche tu a fare colazione con lui, anche se si fa tardi, chissenefrega, e continua a sorridergli come fossi una cretina: iniziare la giornata con dolcezza lo aiuterà ad affrontare quella che anche per lui sarà una lunga serie di azioni ripetute per lunghe ore come ogni giorno. Continua ad essere un po’ adolescente anche durante il resto della giornata, in pausa pranzo chiamalo, chiedigli come è andata la mattina, ma non parlare sempre di te, di quante cose hai da fare, del capo che rompe e dei colleghi che vorresti friggere. A metà pomeriggio inviagli un messaggino, digli che lo pensi e che non vedi l’ora di vederlo…sì, fallo, sia che hai trent’anni sia che ne hai cinquanta. Vedrai che il rischio che lui si interessi alla collega bionda e oca (per non essere volgari) calerà drasticamente.

Step n°2: FATTI CARINA!

Sì lo so sei stanca, non hai voglia neanche di preparare un uovo sodo, ma per un attimo pensa che anche lui è stanchissimo e sarebbe bello vederlo sorpreso e felice. Per una volta fai qualcosa anche se non ti va pienamente. Ecco, quindi inizia da una doccia e indossando qualcosa che ti renda carina, non dico il vestito che hai messo a Capodanno, suvvia, sei a casa, non avrebbe senso, ma tipo leggings e maglietta carina sì, fanno una netta differenza con la tutona di cui sopra. Se ti va anche un filino di trucco, giusto per coprire quelle occhiaie tremende e per iniziare a incuriosirlo, perché oggi è martedì, non usciamo, non viene gente a casa, e questa si è truccata, che cosa sta succedendo?! Forse così inizierai ad avere la sua attenzione e i maschi quando si tratta di queste cose sono molto svegli, o perlomeno alcuni esemplari, per gli altri ci vuole l’artiglieria pesante.

truccata-per-marito

Step n°3: CENETTA SPECIALE

Hai le fettine in frigo avanzate da ieri e bisogna finirle sennò vanno a male, però stasera no, ok? Voi tutte sapete quanto i maschi in età adulta siano sensibili al cibo e alle donne che lo preparano. Pensate alla suocera che prepara deliziosi manicaretti per il figlioletto ormai quarantenne e loro maschi lì a dire quella frase “Come fa le patate arrosto mamma non le fa nessuno!”. Quindi, preparate una cenetta buona, niente di esagerato o “vorrei essere a masterchef”, specialmente se non ne siete capaci: cose semplici, preparate con cura. Uno dei suoi piatti preferiti ad esempio. Mettete una tovaglia pulita, perché a meno che non sia pelle di dalmata o di mucca è ora di cambiarla, e se a lui piace prendete il vino per un piccolo aperitivo.

Step n°4: COCCOLE A GOGO!

La cena è terminata, sistema velocemente tanto nessuno ti decurta la paga se i fornelli li sgrassi domani. Guardate un film insieme, e per una volta fai scegliere lui, o se di solito è comunque lui a scegliere stasera dimostrati interessata a quello che gli piace e vedrai che la prossima volta il film lo farà scegliere a te. Altrimenti si può anche fare altro, sapete? Non per forza ci si deve mummificare davanti ad uno schermo: proporgli di guardare insieme le foto del viaggio che avete fatto l’estate scorsa, oppure programmare quella mini fuga d’amore di una notte utilizzando il cofanetto che gli amici vi hanno regalato venticinque anni fa ma che non avete avuto mai tempo neanche di aprire. Infine, ci sono le coccole che sono un valido e sicuramente apprezzatissimo modo per trascorrere il resto della serata. Non mi dilungo su questo punto, almeno qui vi lascio alla vostra fantasia!

Ma anche se siete stanche e vorreste soltanto svenire stile Biancaneve che mangia la mela, siate donne che amano il proprio marito, siate piene di attenzioni, siate dolci, gentili, premurose e interessate a chi avete accanto, perché è molto di più che uno scaldaletto.

È la vostra salvezza, è la strada che vi porta dritte in Paradiso, ma solo se sarete disposte a sacrificare un po’ di voi stesse per ricevere in dono il centuplo! Lo sapete, ci è stato promesso! E se non lo sapete, beh fidatevi, ok? Quindi forza, mettete in atto questi 4 passi e poi ditemi come è andata!