Hai un insetto sulla maglia! – Trend accessori davvero Bzzzz

I primi a intuirne le potenzialità trendy furono gli Egizi,

anche se in realtà non li indossavano tanto per amore del fashion, quanto perché li consideravano sacri. Certo, potevano scegliere un insettino più pulito dello scarabeo stercolario, ma va beh, loro hanno inventato il mascara quindi per il resto possono fare come vogliono, che hanno già lasciato un grosso contributo alla comunità!

Accessori insetto dove trovarli e come portarli

A me quelli veri non piacciono troppo, coccinelle a parte, ma devo dire che visti così, su colletti e maglioni, fermi e senza ronzii vari, gli insetti-bijoux mi hanno fatto ricredere. Anche quei bei ragni modello tarantola, che se me li trovassi davanti chiamerei l’esercito (per non parlare di quanti punti mascolinità acquisisce mio marito ogni volta che mi salva dai pericolosissimi grilletti o dagli scarafaggi che entrano in casa) mi intrigano così ricoperti di pietre oppure ricamati.

Di sicuro non riuscirò a convincere le aracnofobiche più incallite, ma direi che almeno un’apetta o una libellula, se il bagarozzo non vi convince proprio, potete provare ad appuntarla sul colletto della camicia, oppure sulla manica a mo’ di gemello. Se poi vi fate prendere la mano potete acquistare più spille per impreziosire un maglione semplice. A me piacciono molto anche gli insetti in versione tutta oro o tutta argento: li trovo molto raffinati soprattutto se sono di dimensioni un po’ più grandi e stanno molto bene sui cappotti.

Come indossare i gioielli insetto

Dove trovare questi bijoux con le zampe?

Se volete farvi un regalo, qualcosa che resti a lungo (in fondo, se è dagli Egizi che vanno di moda, direi che non sono un trend passeggero!) provate con brand come Les Nereides, che nelle sue collezioni ispirate alla natura ha sempre animaletti di tutti i tipi, insetti compresi e sono così colorati e fiabeschi da farvi dimenticare che state indossando falene o coccinelle. Molte spille potete trovarle ai mercatini dell’antiquariato o dell’usato (le spille vittoriane a tema costano davvero una fortuna, ma anche solo trovarle e vederle dal vivo vale la pena) o magari anche nel portagioie della nonna: ve l’ho detto che gli insetti sono un evergreen! Noi abbiamo scovato dei pezzi interessanti di artigianato anche su Etsy:

I più bei gioielli a insetto

Non vi resta che trovare il vostro fashion-insetto, ma state attente: qualcuno potrebbe provare a togliervelo dalla maglietta…con buone intenzioni eh!

 

 

DISCLAIMER: le immagini sono a scopo illustrativo e non sono di nostra proprietà. Fonte Pinterest.

Questo non è un post sponsorizzato. 

Tisane da donne: una per ogni problema!

La tisana è una cosa da donne e fa parte del pacchetto autunno inverno che ti danno in dotazione insieme al pigiama di pile, ai calzettoni di lana ai ferri, alle serate divano e TV e alle Yankee Candles.

La tisana è donna e per questo non c’è bisogno di parole: basta bere e anche se forse non farà proprio tutti i miracoli elencati qui sotto, a noi, in fondo, basta crederci per sentirci già un po’ meglio e con la pelle di Keira Knightley (peccato che, passando l’invernata a guardare The Crown sul divano, nessuno, tranne la regina, se ne accorgerà mai!).

1.Tisana per disturbi mestruali “ti avverto, sono antipatica”

Prima di passare alla Tachipirina e al Momendol possiamo dare una chance a lei, la tisana Achillea (20 gr), melissa (10 gr) e camomilla (20 gr). 2 cucchiaini in 250 ml di acqua bollente per 10 minuti. Allevia dolore e gonfiore, anche se non vi renderà più simpatiche (per quello mettete gli appositi cartelli alle maniglie delle porte!).

2.Tisana drenante “la speranza e’ l’ultima a morire, invece la cellulite non muore mai”

Comunque tanto vale provare! La tisana di Tarassaco o dente di leone e’ nota per le sue proprietà diuretiche e drenanti. 10 gr di tarassaco in 250 ml di acqua per 3 volte al giorno. Come direbbe un noto spot: buona plin plin!

3.Tisana per la pelle “dacci una pelle come Barbara D’Urso, amen”

Altro che luci puntate e riflettori che la illuminano d’immenso, secondo noi Barbara va di tisana alla rosa canina (50 gr) e tè verde (100 gr). Un cucchiaio di erbe in infusione in acqua bollente per 10 minuti fino a 3 volte al giorno. Ricca di antiossidanti, distende le rughe e rende la pelle luminosa (la sua brilla di luce propria ma ve beh, noi la TV la guardiamo, mica ci dobbiamo andare).

4. Tisana rilassante “winter is coming e se porta pure John Snow anche meglio”

Il (grande) inverno è la stagione della tisana. Per rinforzare il sistema immunitario e lo spirito ecco una bella tisana speziata che fa subito copertina-Lapponia-casa di Babbo Natale. Comunque non per smontare i vostri sogni a occhi aperti, ma questa ricetta è ayurvedica e viene dall’India! 2 cm di radice di zenzero, 1 stecca di cannella, 2 chiodi di garofano. Fate bollire gli ingredienti per 10 minuti e lasciateli in infusione altri 10 minuti. Se vi piace, per potenziare gli effetti benefici, potete aggiungere nella vostra tazza del miele e il succo di mezzo limone. Bevetene fino a tre tazze al giorno e si materializzera’ John Snow nel vostro salotto.

5. Tisana depurativa “in fondo la palestra puo’ aspettare”

Ma si, ha aspettato cosi’ tanto che ormai avrà pure chiuso! E poi se vai di tisana depurativa, lo sanno tutti che equivale a correre la maratona di New York in quanto a smaltimento di tossine.  50 gr di ortica essiccata, 50 gr di betulla, 50 gr di gramigna e 50 gr di frutti di bosco secchi per il sapore. Tre cucchiani in un litro d’acqua per 10 minuti e poi bevete durante il giorno per depurare fegato e reni. Eh no, forse per la pancia piatta tocca iscriversi davvero alla maratona!

6. Tisana della felicità assicurata

Facilissima e con risultati garantiti dalla sottoscritta: prendete una tisana a caso tra quelle che preferite, la fate infondere e mentre la sorseggiate mangiate un bel pacco di biscotti magari al cioccolato. Non due o tre, voi vi mettete sopra le gambe proprio tutto il sacchetto. Intanto vi coprite con una copertina calda, la vostra Yankee preferita accesa e un bel filmetto d’amore che va a finire bene. La gioia.

outfit paillettes da giorno

Paillettes di giorno – outfit per indossarle

Le paillettes sono quella cosa che appena la metti e ti guardi allo specchio è subito mezzanotte del 31/12 o la tua festa dei 18 anni. In realtà bastano poche semplicissme regole per poterle indossare anche di giorno senza dover per forza sembrare appena uscite da un video delle Spice Girls. Certo, comunque è una scelta più vistosa della solita giacca di pelle o della maglia di cotone, ma insomma, ogni tanto un po’ di luce ci vuole, soprattutto negli outfit delle giornate invernali. Allora compratelo quell’abitino tutto pailettes per il cenone di San Silvestro, ma prima leggete qui e scoprite come utilizzarlo anche il resto dell’anno senza sembrare l’anima della festa!

1. Poco.

Un capo pailettoso basta e avanza. Scegliete voi quale, ma poi attenzione a non fare il bis perché potrebbe essere troppo.

2.No drama.

Sdramatizzare is the way! Il capo è importante, riflette di luce propria, non so se mi spiego, e allora non andiamo a caricare l’outfit con altri dettagli. Less is more, sopratutto con le paillettes. Se avete un pantalone, una giacca o addirittura un abito luccicante provate ad abbinare del denim sopra (una camicetta, una giacca) o sotto (semplici jeans e sneakers).

Se il denim non vi convince via libera ad anfibi, felpe over sopra abiti luccicanti o gonne di paillettes che sbucano. Anche la giacca semplice dal taglio sportivo e minimal è un’ottima accoppiata per un pantalone o una maglia tutta pailletes: un evergreen per l’ufficio.

outfit paillettes da giorno

3. Oro anche no.

Ma se proprio lo avete comprato guardate il punto 2! E soprattutto non col nero, che fa davvero troppo ultimo dell’anno. Meglio col denim, il rosa o il beige.

outfit paillettes da giorno

Scegliete delle paillettes rosa confetto, oppure grigio metalizzato o magari multicolor (bellissimo soprattutto sul denim). Non esiste solo l’oro a Capodanno e dare spazio ad altre tonalità vi faciliterà il compito di abbinare le paillettes tutti gli altri giorni. Un rosa ad esempio è perfetto con una maglia bianca anche per il giorno. Oppure il grigio scuro col nero è un tono su tono che dà la giusta luce senza esagerare ed essere troppo vistose.

outfit paillettes da giorno

4. Giocate di dettagli.

Soprattutto se non volete dare nell’occhio il consiglio è quello di partire da piccoli dettagli: una pochette, delle sneakers completamente paillettate, le maniche di una felpa. Se è la vostra prima volta con le paillettes andare per gradi vi aiuterà a prendere confidenza e soprattutto a non buttare soldi in un abito da una sola notte. Sicuramente gli accessori sono più facili da abbinare, ma fanno comunque il loro sporco lavoro quando si tratta di impreziosire il solito outfit sportivo ad esempio o dare un po’ di luce al mono colore (amanti del total black sentitevi chiamate in causa!).

outfit paillettes da giorno

DISCALIMER: le immagini utilizzate non sono di nostra proprietà  FONTE: web

 

Mi compro un (cappotto) cammello – perché ti serve e come portarlo

Se decidi di comprarti un cammello io ti capisco.

Anzi, hai tutta la mia approvazione perchè dove non arrivano i diamanti (che tranquille non arrivano spesso neanche da queste parti!) lui può: ti fa sentire bella, sempre a posto, sofisticata, chic, parigina, newyorkese, insomma tutte le donne che vuoi essere. Basta avere un cappotto cammello.

Non siete convinte?

1. Quando vuoi dare una svolta ai soliti jeans buttati sulla solita sedia.

Avere un intero gurdaroba a disposizione non conta quando hai i tuoi comodi jeans sdruciti, allentati nei punti giusti e che “tanto l’effetto used è tornato di moda”. Ecco sopra ai soliti jeans sdruciti e, rilancio, pure alle solite sneakers bianche, mettete un cappotto cammello dal taglio a vestaglia, di quelli lunghi, con la cinta in vita e da lasciare aperto ecco che trasformerete il solito outfit sporty-tristy-banal in qualcosa di più insolito! Molto bello da abbinare con una maxi borsa e occhialoni (cosi se siete di fretta o siete uscite solo per quella commissione e puntualmente incontrate mezzo mondo e non vi siete truccate siete comunque salve!).

abbinare il cappotto cammello ai jeans

2. Quando vorreste essere a fare colazione con Serena e Blair sulle scale del Met, anche se voi siete sulle scale dell’ufficio postale aspettando che si decidano ad aprire e senza Starbucks fumante in mano.

New York. Upper east side. Il vostro caffè mocha medio in mano, un cappello a falda media in testa e una sola regola: bicolore. Il cappotto cammello è tremendamente sofisticato se lo abbianate ad outfit completamente bianchi o neri. Un tubino nero al ginocchio, gonna e maglia panna o bianca. L’importante è il monocolore sotto e il cammello sopra. Serena e Blair vi noteranno. Ma se a New York preferite Parigi basta sostituire il basco al cappello a falda e il tacco a una stringata.

come portare il cappotto cammello

3. Quando vi decidete a investire sul cappotto “jolly”, quello che “ok lo pago, ma lo sfrutto e deve durare più dell’amore tra Brooke e Ridge in Beautiful”.

Vi rendete conto quanti anni sono?! Mia nonna era appena sposata quando ha cominciato a seguire Brooke e Ridge. Allora se cercate un cappotto così il cammello è la soluzione. Magari un classico doppio petto al ginocchio. Un taglio non troppo modaiolo che va bene sempre: sopra il pantalone, sopra qualcosa di elegante, con ogni colore. Non mi credete?! Sono quasi sicura che anche Booke ne aveva uno alla prima puntata di Beautiful.

abbinamenti col cappotto cammello

dieta

Più belle per chi?

Settembre ormai è passato, non ci resta che tenere duro altre due settimane e poi possiamo finalmente dire: “Ormai è quasi Natale, la palestra la comincio direttamente a Gennaio!”.

Complessi che ci devastano perché alla prova costume anche quest’anno non siamo arrivate preparate e se la fabbrica di Nutella non dichiara il fallimento, forse non ci arriveremo mai! Allora serve una soluzione rapida e quasi magica per correre ai ripari e su Facebook  se ne trovano eccome! A partire da certi “programmi alimentari” sponsorizzati da non chiare aziende che promettono risultati sorprendenti dal punto di vista fisico ma non solo. Beveroni, tisane, polverine e chi più ne ha più ne metta. Senza contare che a quanto pare spesso non servono solo a dimagrire, quello è solo uno dei tanti benefici. In fondo, lo sanno anche loro, che essere magre e toniche, non è che poi ti faccia sentire meglio. Di sicuro è importante stare bene fisicamente, fare una dieta equilibrata, perdere kg di troppo perché ne va della nostra salute, ma il segreto della felicità, purtroppo, non sta tutto li. Allora bisogna vendere anche altro, tipo il “benessere spirituale” o una comunità che ti accoglie e ti fa sentire compresa prrchp fatta di ragazze che ci sono già passate e ora sono “felici”, cosi felici che vogliono venderlo anche a te questo fantomatico benessere.

Dietro a convincenti slogan come “non c’è scelta migliore che quella di amarsi” o “prima di tutto devi piacerti e star bene con te stessa per star bene con gli altri” lavorano ragazze (che tra l’altro, sono nutrizioniste honoris causa?) che hanno terminato questi fantastici programmi e si dichiarano non solo soddisfatte del risultato, ma addirittura rinate dal punto di vista mentale tanto da cercar di convincere altre donne a intraprendere la propria strada, trasformandosi quasi in manager motivazionali.

Insomma una grande confusione: diete alimentari che promettono un benessere interiore, il tutto occupandosi del solo aspetto esteriore. Ora, senza entrare nel merito delle proprie scelte (anche se io non mi affiderei a chi non ha neanche un titolo di studio in merito), ma siamo davvero sicure che tutto questo può bastarci? Piacersi, amarsi, pensare prima a se stesse e poi agli altri, siamo convinte che sia la vera strada per la felicità? Io non ne sono proprio convinta. Sarà che quando penso a persone veramente felici mi vengono in mente quelle che al contrario di quanto vogliono farci credere hanno rinnegato se stesse per gli altri. Che so, un certo S. Francesco d’Assisi o Madre Teresa di Calcutta non mi sembra che abbiamo raggiunto la felicità con una spasmodica ricerca di benessere personale, anzi. Quante donne (S. Gianna Berretta Molla o Chiara Corbella) si sono spese completamente per i figli, per gli altri, dando addirittura la vita per loro? Cosa ne hanno ricavato? Tanta gioia e felicità, generate da una risposta di amore e dedizione. La nostra anima non dipende infatti da quello che mangiamo o dal sano stile di vita. E’ importante avere un equilibrio anche da questo punto di vista, ci mancherebbe, ma ho i miei dubbi che essere in forma sia il segreto per la felicità (che poi abbandonare la Nutella per l’insalata o il beverone di verdure e proteine non mi direte che vi fa fare salti di gioia?!).

E poi ci avete mai fatto caso che chi sta veramente bene con se stesso, che raggiunge questa felicità interiore, sono quelle persone che donano tanto, sempre disponibili, sempre col sorriso e che poi sono davvero più belle anche fuori? Tipo che emanano luce propria?

Certo, è importante apprezzarsi e piacersi, è importante sentirsi bene nel proprio corpo e, se serve, anche mettersi in forma con un regime alimentare diverso, ma non perché lo sterile amore per noi stesse ci faccia sentire meglio.

Solo guardandoci con gli occhi dell’amore (Amore quello vero, quello di qualcuno che ci ha amato e ci ama incondizionatamente) possiamo fare pace con noi stesse: per Lui siamo stupende così come siamo, “una meraviglia ai suoi occhi” (anche con qualche chiletto di troppo!).

 

Matrimoni più “reali”: Eugenie e Jack VS all

Se anche voi stavate facendo zapping tra un canale e l’altro quando sono comparsi “loro“, correte
a prendere una tazza da tè e un cappellino chic e mettetevi comode:

è arrivata l’ora dello spettegolamento after Royal Wedding!

E sì, non sarà il matrimonio di William e Kate, ma è proprio questo il punto. Finalmente assistiamo a un matrimonio “reale”, con scivoloni, strafalcioni, figure imbarazzanti. “La Figuraccia” quella con la F maiuscola, davanti a tutti anche in diretta TV con tanto di filmino che rimarrà a vita negli annali e soprattutto nel cuore di tutte noi!
Quando alla fine della scenica scalinata quella gonna si è alzata mostrando a tutte noi le chiappette reali (lo so che era una tata ma per osmosi è reale pure lei!) neanche i commentatori se la sono sentita di dire qualcosa! Perché quella figuraccia è quella che temiamo tutti nella vita! Quella per cui non mi ricordo il matrimonio o gli sposi, ma so perfettamente colore, taglia, modello delle mutande della tata! Quindi si dia il via allo spettegolamento…con tanto di royal pop-corn questa volta.

1. C’è chi odia la pioggia, ma pure il vento non scherza!

I regali capellini che sono svolazzati di qua e di là con i concitati “fattorini” intenti a rincorrerli è una scena che ha strappato il sorriso anche alla più “tirata” delle invitate. E non è questione di classe perché qui la classe non serve, se non lo appunti bene…vola! Quanto abbiamo riso quando a tutte le ragazze si sono scompigliate le acconciature in preda a un vento che le ha conciate come dopo la 220?

2 . I commentatori hanno fatto notare che lo sposo non doveva arrivare in macchina per primo,

ma vi rendete conto quanto è estenuante per un uomo aspettare la donna? Se poi quel malcapitato doveva aspettare me oltre al vento faceva in tempo ad arrivare pure la tempesta.

3. Come a tutti i matrimoni il tema lo capiscono solo loro, gli sposi.

Va bene l’originalità, va bene che è un ricordo sentimentale, ma sti poveri paggetti maschi con la fascetta in vita non sembravano un po’ toreri spagnoli? E i pantaloni tipo  velluto? È uno scherzo ?!

4. Nota bella: le damigelle con le calze bianche.

Quanto sono carine?! Senza bimbe con le calze bianche non è matrimonio.

5. Come al solito neanche lo commentiamo il vestito.

Se ci fate vedere finalmente un vestito bello, strapieno di Swarovski, leggiadro o pomposo, a noi va bene eh. Basta scialbume però. Voi che potete…osate! Dateci un vestito da mille e una notte, da sognare quando raccontiamo le favole delle principesse alle nostre bimbe.

6. Non ho capito perché lo sposo indossasse 4 tipi diversi di colori

(diciamo la verità: non ci avete fatto caso nessuna eh?!). Ebbene sì anche a questo matrimonio di come era vestito lo sposo non ce n’è
fregato niente!

7. Come tutti i paggetti che si rispettino, la caduta per le scale è d’obbligo.

8. Poi c’è stata lei, l’indimenticabile tata!

Immaginate se avesse indossato un filo interdentale al posto delle mutande?! Comunque mi aspettavo qualcosa di regale e pizzettoso anche lì, ma che ce voi fa’! Comode e belle larghe sono il massimo quando sei al lavoro! E comunque anche qui abbiamo appurato che dopo una scalinata le calze scendono a tutte.

9. Il premio invitato imbarazzante

non va bene sia la tata (quella è stato un incidente!) ma va…alla mamma della sposa! Complimenti a Sarah Ferguson per le mille facce buffe.

10. Come in tutte le cerimonie, anche se il cellulare che squilla è molto più d’effetto, anche qui c’è stato ‘il botto‘.

Durante l’assolo di Bocelli infatti c’è stato un forte tonfo che per un attimo ha fatto sobbalzare anche il cantante, che però, da grande professionista non ha certo sbagliato l’attacco. Non sapremo mai se qualcuno sia svenuto o se semplicemente è cascato dalla sedia (speriamo non sia toccato ancora alla tata!).

11. Cosaaa? Niente confetti…ripeto…niente-confetti!

Che con questa dichiarazione intendessero il riso (in inglese si chiamano proprio confetti) o quelli che si mangiano non importa…mi dite voi che matrimonio è senza riso o senza confetti?!

12. E da brave spettegolone, signore e signori, chiudiamo con…la torta.

Se non avesse avuto 5 piani, avrei pensato che era la torta del compleanno a tema di un bambino di 2 anni. Perché, si sa, il tema bosco e indianino è un must a quella età.

Grazie al cielo c’è lei che sistema tutto e da un tono reale…o per meglio dire Regale ad ogni evento.
Sì, perché l’entrata in chiesa con le trombe ha azzittito tutto quel chiacchiericcio che poco si confà a un evento di questa portata. Un applauso a lei sempre splendente anche senza brillanti: Betty the best!

E comunque più di tutte ci sono mancate le due sorelle, quelle di cui sparliamo fino a 10 mesi dopo i matrimoni: le sorelle dai cappellini matti! Solo ora ci rendiamo conto quanto era importante la vostra presenza per noi. In questa giornata in cui nessuno ha un cappello con la C maiuscola, solo ora capiamo quanto vi amiamo. Vi prego tornate al prossimo matrimonio con i vostri cappellini! Eugenie e Beatrice ci piace ricordarle così:

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All’abito giusto ci pensa S. Rita!

Avete presente quell’abito lungo, generalmente bianco, con tanto di strascico, pagato un occhio della testa (ma si sa, per quel giorno tutto è concesso!) che ha preso aria giusto il giorno più importante della vostra vita per poi ritrovarsi chiuso nell’armadio senza più vedere luce?

Ecco, al mio non solo ho fatto prendere aria, ma l’ho proprio caricato in macchina per un bel viaggetto di sola andata, destinazione Monastero di Santa Rita a Cascia.

Si, perché li, al monastero, le suore offrono un servizio bellissimo: mettono a disposizione per tutte quelle donne che non hanno possibilità economica o anche per quelle che vogliono vivere un matrimonio all’insegna della sobrietà, gli abiti da sposa di seconda mano. Questi, ordinati per taglia, con amore ed esperienza, vengono risistemati da Suor Maria Laura (che faceva la sarta prima di prendere i voti) che cerca di rispondere a tutte le esigenze e desideri delle future spose.
Il servizio è del tutto gratuito, nell’ottica della solidarietà cristiana. Chi vuole, e può, lascia un’offerta, altre restituiscono l’abito dopo la cerimonia. Altri abiti vengono invece inviati alle missioni.
Nel corso degli anni l’idea di separarsi dal proprio abito da sposa per offrirlo a chi ne ha più bisogno è piaciuta alle donne. Infatti le monache hanno accumulato talmente tanti abiti di seconda mano, donati per solidarietà e segno di devozione alla Santa o come voto, da metter su un vero e proprio atelier così strapieno da vedersi costrette ad accettare ultimamente solo quelli più recenti.
In questo modo Santa Rita, la santa dei casi impossibili, tramite le sue suore, rende possibile per tutte celebrare il giorno del matrimonio senza doversi preoccupare di spendere una cifra astronomica per il vestito.
Certo, dispiace separarsi dal proprio abito bianco che si è scelto con tanta cura e che magari abbiamo sognato fin da bambine. Ma in fin dei conti..quando mai lo riutilizzeremo? Ha davvero senso tenerlo chiuso nell’armadio a prendere polvere? Ognuna fa la sua scelta, io ho preferito conservare il ricordo del vestito che mi ha accompagnato nel giorno del Si tramite le foto. Ma soprattutto dovevo rispettare un voto. Santa Rita mi è stata vicina e alla fine ha interceduto per me: il bimbetto che sento scalciare con forza nel pancione ne è la prova.

Per richiedere informazioni su come funziona il servizio degli abiti da sposa o prenotare un incontro per la prova dei vestiti, basta scrivere a Suor Maria Laura all’e-mail monastero@santaritadacascia.org

cowash ecco come fare

Paglia in testa? Prova il “cowash”!

Il cowash o ti svolta i capelli o te li lascia appiccicaticci come se ti fossi appena passata lo shampoo secco per cani. È semplice: dategli una chance per capire se avete trovato la soluzione ai vostri problemi di secchezza, opacità e compagnia oppure se sarà l’ennesima prova-da-non-riprovare-mai-più!

Ma partiamo dall’inzio.

Il cowash è un modo di lavare i capelli eliminando lo shampoo e utilizzando solo il balsamo (“co” sta per conditioner, balsamo, “wash” per lavaggio).

Se avete capelli fini, forfora o lavate spesso i capelli (tipo d’estate se andate spesso al mare o inverno se fate piscina) questo lavaggio che non utilizza shampoo ridona morbidezza e luminosità alla chioma. Non contiene sostanze chimiche se scegliete un balsamo bio, sgrassa con delicatezza il capello e aiuta a stimolare il rinnovo cellulare grazie all’azione esfoliante che esercita sulla pelle.

Farlo è semplicissimo:

1. Scegliete un buon balsamo. Se smettete di acquistare lo shampoo potete (anzi dovete!) investire nel balsamo. Mica dilapidare il patrimonio, ma magari non usate quello del discount nel pacco paghi 1 prendi 5! Leggete l’INCI!

2. Mescolate una tazzina di zucchero a una di balsamo. Bagnate i capelli con acqua tiepida, stendete l’impasto dalle radici alle punte e lo lasciate per 5 minuti in posa e poi risciacquate.

Ecco qualche altro miscuglio da sperimentare oltre a quella base in base al vostro tipo di capello:

come fare il cowash in base ai tuoi capelli

 

Domande (il)legittime al matrimonio dei Ferragnez

In generale vorrei fare una marea di domande a Chiara Ferragni se mai la incontrassi. Ma dopo aver seguito il matrimonio civile, queste sono quelle che la gossip addicted che è in me non può proprio tacere!

1. Chiara, l’hai fatta la bacheca su Pinterest?!

Chiara di lavoro indossa vestiti lo sappiamo (e ci fa sognare, ehm, rosicare, non poco!). La vedo spesso indossare abiti di marchi di cui è testimonial e sono curiosa di sapere come ha scelto il suo abito da sposa. Ha fatto una bacheca su Pinterest per le ispirazioni? No perché io ancora (e a distanza di 3 anni dal sì) aggiorno la bacheca delle idee “abito da sposa” (metti che faccio un remake per qualche anniversario? E’ la cosa più ingiusta del mondo avere una sola chance di scegliere un abito da sposa.) Ha scelto lei la maison Dior o aveva preso uno di quegli sconti che ti danno alle fiere degli sposi (a me avevano dato solo quello per un abito Chanel). E poi sapere se si è presentata alla porta del negozio con testimoni e mamma al seguito per scegliere l’abito, se ha avuto la crisi isterica alla “ne ho provati troppi non ci sto capendo più niente!” (e figurarsi se poi ti stanno tutti bene come immagino sarà successo a lei!).
Da lei mi aspettavo un abito coi fuochi d’artificio che lanciasse una nuova tendenza nel mondo moda bridal e invece no. Ci ha stupito (forse anche di più) andando sul classico, con un abito alla Kelly. Il pizzo molto particolare e lo spacco comunque davano un tocco moderno a un evergreen con cui non si può sbagliare. Ho adorato il collo alto e i capelli legati a bilanciare.

2. Tra i parenti di Fedex ci sarà stato qualcuno che ha sussurrato al vicino: “ehi, ma allora tu lo sai chi è la sposa!?”.

Chi non conosce la Ferragni di sicuro non apre un giornale o internet da un po’ troppo tempo…ma non si sa mai!

3.Ma alla fioraia era andato a fuoco il bouquet?

No, il mazzetto di nebbiolina non mi ha entusiasmata.

4.I fumogeni viola e azzurri erano avanzati all’ultimo concerto di Fedez?

Con tutto quello che costa un matrimonio, non mi sorprenderebbe se fosse andata così. Anche perché non si spiega sennò il perché di quel fumo colorato dietro alle foto al momento del sì. Insomma, sono gusti. Per i miei era un po’ troppo atmosfera “concerto” per un momento del genere, ma capisco che in qualcosa questi mariti bisognerà pure accontentarli e soprattutto coinvolgerli nei preparativi. Potevamo aspettarci tattoo per tutti invece dei segnaposto. Chiara c’ha visto lungo!

5. E il giro dei tavoli per ritirare le bustarelle?!

Un rito. Il saluto ai tavoli non sarà mancato, ma chissà se anche i Ferragnez avranno ricevuto le bustrarelle coi soldi e avranno passato il giorno seguente a contare il bottino?!

6. Le invitate un po’ agée avranno apprezzato la giostra tanto quanto me?!

Che bella l’idea del Luna Park, dei gadget personalizzati da vincere, la macchinetta dei peluches-mascotte. Che dire, questi sì che sanno come si fa una festa a tema. Avrei solo voluto vedere le facce delle invitate sopra i settanta alla “Ai tempi miei tutto sto stupido non c’era!”. Da annoverare tra le frasi più dette di sempre ai matrimoni dopo “sì lo voglio!”.
cosa non comprare coi saldi

5 motivi per non comprarlo, anche se è in saldo!

Di solito ai saldi mi piace tanto leggere quelle fantastiche guide che ti dicono cosa comprare, quali capi al 50% saranno di moda la prossima stagione, quali evergreen proprio non possiamo far mancare dal nostro armadio e se non li compri al -70%, allora quando?! Pensando a cosa consigliarvi anche a questo turno di sconti pazzi e disperatissimi mi sono accorta che in realtà la vera disperazione è che certi negozi fanno giusto il 20% in meno e al 50 c’è del ciarpame che tenevano in magazzino da quando Pitt ha lasciato la Aniston, eppure noi usciamo sempre con le buste piene e le tasche vuote per poi accorgerci che quella roba l’avremo comprata forse sotto l’effetto di qualche allucinogeno (…e gli specchi di qualche camerino ci vanno vicini eh!).

Detto questo ecco la classifica dei capi da NON comprare ASSOLUTAMENTE quando andate in giro per saldi!

1.Quello che metterei ogni tanto,”per cambiare”.

Ma di preciso: cambiare cosa?! Te stessa? La tua visione della vita? Le mutande? Perché giusto in quel caso vale la regola del “le compro per cambiarmele” e poi neanche sempre. Se odi i colori e il tuo armadio fa invidia a quello di Mortissia Adams è inutile comprare la gonna fiorata: resterà lì, tra quella giacca colorata dei saldi dello scorso anno e la borsa Missoni che ti ha regalato tua mamma che non vede l’ora di vederti indossare qualcosa che non sia il nero, il nero Calimero, il nero antracite e il nero antico (eh sì, le sfumature di nero sono più di 50!). Quindi, guardiamo in faccia la realtà, almeno fino a quando non cambiamo radicalmente i nostri gusti e andiamo a vivere in un camper van vendendo collanine di conchiglie come Jonny Depp in Chocolat, non compriamo quell’abito per le giornate che avremo voglia di metterlo. La verità è che ci sarà sempre una sfumatura di nero più adatta al nostro umore (o di qualunque altro colore sia il vostro preferito!).

2.Quello che non mi sta bene adesso ma…

Ognuna completi la frase da sola scegliendo tra a) avrò perso una taglia smettendo di ingozzarmi di schifezze, b) guarderò il tutorial di cucito su Youtube e me lo sistemerò come penso e c) quando Pitt tornerà con la Aniston. Nel primo caso direi che a meno che la Nutella non cominci ad avere il sapore dell’olio di ricino, siamo spacciate, nel secondo, mettetevi l’anima in pace, vostra nonna sarta è una vita che ha perso le speranze di avere Coco Chanel come nipote, nel terzo, se succede, vi restituisco i soldi del mancato acquisto! Insomma la morale è: se davvero avete già un’idea di come sistemarlo o a chi farlo fare compratelo questo vestito se è al 50% di sconto (non al 20), ma in tutti gli altri casi siete davvero sicure che non è meglio comprarne uno a prezzo pieno della giusta taglia/lunghezza/con le maniche come le volete? Ci guadagnate due volte.

3.Quello stravagante che mi ha perseguitata tutta la stagione

Sì lo so, sembra la descrizione del tipo disadattato che aveva preso una sbandata per voi al liceo, ma no, qui si parla di quelle scarpe con la para di 12 cm stile Spie Girls anni ’90 o quelle pantofole stile cardinal Richelieu o le ciabatte di pelo per andare al mare: quegli abiti stravaganti e sopra le righe che si vedono ogni stagione nelle riviste. Le star li indossano, erano alle ultime sfilate, pure il manichino sotto casa li indossa e sembra che manchiate solo voi all’appello fino a quando: sono in saldo. Non cedete. Se già vi sembravano strane addosso a Cameron Diaz, quelle scarpe non staranno tanto meglio su di voi. Anzi, almeno Cameron non le ha comprate da Zara e forse l’hanno pure pagata per metterle (che certi capi sfido io a metterli di propria spontanea volontà!).

4.Quello che non importa quanto costa, tanto è al 50%

Noi donne ai saldi sembriamo davvero delle invasate: gente che si ruba i maglioncini dalle mani, altre che arrivano alle parole perché l’avevo visto prima io. Ma dai, ragazze, solidarietà. Che siamo tutte nella stessa barca (meglio zattera) se siamo lì: quella delle tipe senza American Express Gold che sennò l’avevo-già-comprato-a-inizio-stagione! Quindi nel delirio da -50% cercate di restare lucide, che non è sempre seta quella che luccica: attente ai cartellini, non del prezzo, ma delle composizioni! E soprattutto acquistate quello che davvero vi serve, non solo perché è a metà prezzo.

5.Quello che tanto è un classico e prima o poi lo metto.

Oh! I classici. Chi sono io per dirvi di non comprare l’ennesima t-shirt in cotone di quella sfumatura di rosa che manca nel vostro cassetto?! Nessuno certo. Ma ricordate: se è un classico sarà lì anche il prossimo anno o comunque quando ne avrete bisogno e soprattutto, siete sicure che se è un classico non ne avete già uno nel vostro armadio?! Ma magari non lo state sfruttando tanto come dovreste?! Prima di comprare, fatevi le giuste domande!