Sono fuori moda se non uso la coppetta mestruale?

Che è una soluzione green ai tradizionali assorbenti è certo. Pare che forse salverà l’Amazzonia dal disboscamento e rallenterà lo scioglimento del permafrost a sentire certi blog. Lei, insieme alle cannucce di plastica bandite.
A parte gli scherzi, anche io vorrei dare il mio contributo alla lotta contro gli sprechi, ma ancora non l’ho mai provata.
Che sia comoda, pratica, duri più a lungo, sembri di non portarla lo dicono tutte quelle che la usano.
Oggi parliamo con l’ostetrica Rachele Sagramoso della tanto in voga coppetta mestruale.
Tutte le domande che ci sono balenate alla mente, tutte tranne di quale colore sia meglio sceglierla (sono indecisa se deve fare pan dan con la mutanda o deve rientrare nei colori della palette cromatica fatta dalla consulente d’immagine).

1.Domanda secca, prima di scendere nei dettagli. Per te, è coppetta sì o coppetta no?

Coppetta sì, per coloro che già la usano o ne sono incuriosite, ma coppetta no per chi, invece, non ne è attratta.

2.E’ tutto oro quello che luccica? Ovvero, la coppetta è davvero pratica, comoda, più durevole dell’assorbente (come ore di utilizzo) o ha anche qualche lato oscuro che è bene conoscere?

La praticità dipende dalla persona e dalle situazioni che vive. La comodità è estremamente legata all’esperienza personale e, infine, il fatto che sia più durevole dell’assorbente è legato al flusso della donna.
Ci sono alcune donne che non sono interessate a cambiare le loro abitudini, per ciò rimangono legate agli assorbenti; altre che si sono ‘ecologizzate’ con gli assorbenti lavabili; altre ancora che durante le mestruazioni cambiano i mezzi di raccoglimento delle perdite: i primi giorni l’assorbente, poi la coppetta, ad esempio.
Direi che l’unico lato oscuro è che, parimenti ai tamponi, può provocare shock tossico (qui lo studio scientifico  e qui una fonte ufficiale)

3.Come si sceglie? Sono tutte uguali? Ci sono materiali migliori di altri? Taglie?

Ci sono mie colleghe che conoscono ogni coppetta mestruale di ogni marca, così poi possono spiegarne l’uso a ogni donna che visitano. Personalmente non sono dedita al ruolo dell’esperta e ho conservato un ruolo piuttosto tradizionale (dalle mie parti, alcune pazienti mi chiamano ancora levatrice): preferisco che siano le donne, tra loro, a passarsi informazioni in merito, parimenti faccio con altri oggetti che le donne possono ritenere utili (tiralatte, fasce porta bene e altra oggettistica infantile, pannolini lavabili eccetera).
Ovviamente i materiali dipendono anche dal fatto che possono esserci allergie locali. Per la grandezza, invece, dipende anche dal fatto che una donna abbia partorito o meno, o come senta il proprio perineo.

4.Si può usare a tutte le età?

Dipende sia dalla persona, sia dal livello di rilassatezza che una donna può avere nel gestire la propria intimità. Ci sono donne che la scoprono dopo i quarant’anni e ringraziano il cielo che esista, e coetanee oramai abituate ai normali assorbenti. La possibilità di usarla a tutte le età non è un problema se non personale.

5.C’è una probabilità che resti incastrata?O salga troppo e non riesca più a prenderla tipo? Questo è il mio incubo e l’unico motivo per cui, anche quando ero ancora vergine, non avrei mai e poi mai dato una chance al Tampax (altro che precetti e fede, insomma).

Personalmente scoraggio l’uso dei tamponi: questo poiché temo spesso che, con la scusa della praticità, la donna sia costretta a far finta di non avere il ciclo mestruale. Mi spiego: la fase delle mestruazioni è un momento di stanchezza, per la donna. La cultura della produzione lavorativa, tra tamponi e assorbenti super e farmaci per il dolore (che posseggono degli effetti indesiderati, come tutti i farmaci), pare miri cancellare questa fisiologica fase del ciclo femminile. Ci sono medici che premono che le donne non vivano proprio questo momento del mese, perché è “scomodo”. Il presupposto per il quale una donna deve poter non soffrire in modo forte durante il flusso, oppure possa usufruire di mezzi che ritiene comodi per non sporcare gli abiti, è che ne abbia bisogno lei, non il ritmo lavorativo o il datore di lavoro. Ci tengo a sottolineare questo, poiché ogni fase del ciclo femminile pare essere d’imbarazzo o di scomodità, per la cultura moderna. Le mestruazioni sono importanti e il loro ritmo è segno di salute. Il rispetto di tale fase e l’uso di ausili deve essere scelto dalla donna per la sua comodità.

Tornando alla domanda, non è così rischioso se la donna ne apprende l’uso magari con l’aiuto di un’amica con la quale c’è confidenza.

6.Si può utilizzare anche quando non si è avuto il primo rapporto?

Viviamo in una cultura molto pornificata e “genitalizzata”, nella quale, per essere di moda, anche le mie colleghe si sono adeguate alla promozione dell’uso dei genitali per uso, diciamo così, “ricreativo”. I rapporti erotici sono auspicati, la masturbazione consigliata e c’è chi suggerisce come baluardo della modernità ostetrica, pure i rapporti anali. Inutile dire che sono tutte sciocchezze. Le giovani donne hanno bisogno di acquisire rispetto per il dono della sessualità e per loro stesse. Così io penso che se una giovane donna è vergine, attenda con calma il suo momento per usare anche la coppetta mestruale. La vita è lunga e ogni fase degna di rispetto e attesa.

7. Ogni quanto va cambiata e come va “gestita”: ad esempio, va lavata con prodotti appositi ogni volta che viene svuotata?

La normale igiene può bastare: sapone e acqua calda vanno benissimo. In caso di piccole infezioni, se si ha il timore che non ci sia abbastanza pulizia, si può bollire o disinfettare con amuchina.

Una nota a margine.
Sono molte le sessuologhe che ritengono la coppetta un mezzo per la donna per acquisire confidenza con il proprio corpo. Una ennesima conquista, insomma, del contatto tra la donna e la propria vagina. Vorrei sottolineare che è una moda e nulla di più: se non si gradisce di toccarsi, va benissimo lo stesso, nessun problema. Premerei, se posso, che la donna acquisisse più competenza verso il proprio ciclo uterino e più rispetto del proprio corpo in generale, più che si concentrasse solo sui genitali. Altrimenti va a finire che le donne sanno come si usa la coppetta, ma non hanno idea di quando ovulando né sanno nulla di allattamento.

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