social media per cattolici

Piccolo manuale per apologetica social – 7 consigli

Chiacchierare è facile.

Sparlare o dare giudizi è facilissimo. Dialogare meno. Dialogare è la cosa più difficile perché richiede mettersi in gioco, e a nessuno piace mettere in discussione le sue idee e poi richiede calma, necessita di interlocutori disponibili, aperti e calmi almeno quanto te (…e allora siamo a posto direi). Insomma non sono brava nel dialogare, soprattutto quando si toccano temi scottanti e che mi stanno a cuore. Ma è proprio lì che dovremmo dare invece il meglio di noi. Oppure tacere. Magari pregare. Sono sempre opzioni. Perché se anche avessimo in mano la verità assoluta (e per fortuna Dio non ha dato questo fardello a nessuno di noi!) se la difendiamo con un atteggiamento sbagliato purtroppo abbiamo sbagliato tutto. Era meglio tacere. Perché la testimonianza più grande siamo sempre noi. È come lo diciamo più che cosa diciamo. Questo vale anche sui social. Dove mi parte letteralmene l’embolo a leggere un post su tre, ma dove dialogare è ancora più difficile ed essere fraintesi è facilissimo. Allora ecco qualche consiglio per chi come me non può fare a meno di dire la sua anche su Facebook!

1. Sei proprio sicura di non poter fare a meno?!

Ricordiamoci che Fb è fatto soprattutto per fare marketing e i post delle aziende hanno un solo scopo: far parlare. Quindi, se critichiamo il post di qualche azienda infarcito di qualche ideologia che non condividiamo, ricordiamo che nel bene o nel male , anche se vogliamo criticarlo, stiamo facendo un po’ il loro gioco. Stiamo comunque contribuendo a dare visibilità, che al di là delle idee, è l’obiettivo finale delle aziende. Questo, giusto per chiarire il meccanismo che sta dietro ai social. Attenzione a non combattere i mulini a vento. Meglio a volte dare una buona notizia che criticarne una cattiva.

2. Se non vuoi ascoltare le opinioni degli altri, comprati un diario segreto.

Fb è un social. È pubblico e per quanto puoi modificare la privacy o cancellare dagli amici tutti quelli che non hanno le tue stesse idee, devi sapere che al clic del tasto “pubblica”, dovrai essere pronto a rispondere. Che ti piaccia o no. (E vedremo qualche consiglio più avanti). Sui social tutti, ma proprio tutti, sono “leoni da tastiera”. Tutti si sentono in diritto di commentare, giudicare, o dire la loro perché c’è quello schermo dietro al quale ci nascondiamo e che ci rende tutti più saggi e coraggiosi e spesso anche più spavaldi. Ognuno ha diritto ad avere una opinione, ma spesso su Fb i commenti diventano saccenti, a volte si dimentica l’educazione, e a volte scrivere non è come parlare. Un tono di voce lo interpreto, ma quando è scritto posso solo immaginarlo e allora si accende il dibattito, si diventa proprio cattivi e acidi. Non chiediamoci perché la gente non ha niente altro da fare che commentare quello che scriviamo noi, chiediamoci invece: ho voglia, tempo e abbastanza sangue freddo per sostenere un dialogo? Altrimenti il caro vecchio diario segreto è li che aspetta di ascoltarci senza giudicare dall’ultimo racconto della cotta per il tipo di terza media.

3. Attenzione a provocare.

Quando scrivete il testo del post attenti a come lo scrivete. Ad esempio non mettete troppe domande, frecciatine velate a chi la pensa o fa diversamente perché così ve li andate proprio a chiamare uno per uno! Dite la vostra, non giudicate gli altri (eh si, credo che esistano anche i peccati digitali!) e soprattutto…siate furbi! Non innescatevi la bomba da soli. Tranquilli, partirà comunque da sola.

4. Respirate. Respirate. Respirate. Aspettate almeno 15 minuti.

E respirate. Tutto questo per dire: calma. Non fatevi partire l’embolo alla “ma tu guarda questo viene e scrivermi tutto baldanzoso e se ci vediamo in giro manco mi saluta”. Vale la regola del diario segreto. Non sarò comprensiva perché siete su Fb. Queste sono le regole del gioco. Accettatele anzi, prima imparate e conviverci, prima (e meglio) imparerete a gestire i dialoghi in rete. Quindi, se un commento vi ha fatto sclerare, aspettate di calmarvi prima di rispondere. Le risposte di getto sono sempre le peggiori: di solito sono troppo emotive ed arrabbiate.

Invece noi siamo qui per dialogare. Per dare risalto a un tema che ci sta a cuore, per far venire qualche dubbio a qualcuno magari. Non per sentirci dire bravi da chi la pensa come noi. (Se lo fate per questo sono sicura che basta dirlo alla mamma e troverete sempre tutto il supporto che cercate, anche per salvare le scimmie culo rosso del Mohabi).

Nessuno cambia idea per un post su Facebook, ma qualche spunto o qualche dubbio o semplicemente l’esempio di come i cattolici sono persone normali con cui si può avere un dialogo (non bigottoni che parlano solo tra loro) potete darlo.

5. Captatio benevolentiae.

E qui Catone docet. Anche al commento più provocatorio ricordatevi di rispondere con gentilezza. Cominciate sempre con “ciao Maria, capisco la tua opinione/ capisco il tuo punto di vista/concordo con te su questo…”: mettetevi nei panni degli altri, cercate, se c’è, un punto in comune e partite da quello oppure fate capire che state ascoltando, che comprendete (mica condividete, ma che state ascoltando davvero). Questo smorza i toni. Sentirsi ascoltati abbassa il livello di guardia (e di cattiveria).

6. Fatela breve e, possibilmente, ironica.

Se non avete voglia di iniziare un dibattito dovreste prima rivedere il punto 2. In ogni caso, se la conversazione va troppo per le lunghe o comunque non avete proprio voglia, chiudetela sempre con gentilezza: “ciao Francesco, capisco quello che dici, ma proprio non riesco a vederla così/mi spiace ma la vedo diversamente”. Insomma cercate un modo carino per chiudere la cosa senza polemiche e restando rispettose.

Se poi riuscite a farlo con ironia, anche meglio, è sempre bello chiudere con un sorriso anche se in questi casi non è facile!

7. Restate umili.

Non dovete dimostrare niente. Non è una guerra. Non ne va della pace nel mondo. Quindi se avete sbagliato, se siete stati irruenti, se avete offeso, se avete dato informazioni sbagliate chiedete scusa.

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