festa dei morti

Nebbie di Novembre

cose di lassùC’è nebbia fuori.

Una nebbia fitta, di quella che non ti fa vedere nulla, che trasforma le cose, che mette quasi paura, paura che tutto sia scomparso, che tutto sia finito, che il mondo non ci sia più lì dove l’avevi lasciato solo qualche ora fa.

Paura di essere immersi nel nulla totale, che le persone siano state inghiottite dal grigio. E’ fredda la nebbia, ti entra nelle ossa, attanaglia il cuore, ti fa sentire la solitudine anche se sai che è tutto lì, intorno a te.

Forse è per questo che non ci piace.

Ho sempre pensato che in fondo ci ricordi un po’ la morte: con la malinconia che ci mette addosso, con il senso di vuoto e la paura della fine che arriva quando il mondo sembra non esserci più, la paura di lasciare le cose, l’angoscia di andare verso l’ignoto perché forse quell’ombra che vedo non è casa mia o il solito albero in cortile.

Anche le persone diventano solo ombre, le vedi avvicinarsi mentre cammini per la città, ma non le riconosci, almeno fin quando non sono a un palmo dal naso. Saremo davvero soli nell’aldilà? Che ne sarà degli affetti, dell’amore, delle risate, delle cene insieme? Che ne sarà di tutto quello che ho qui? Non dei soldi o delle cose, ma degli abbracci, delle serate in compagnia, delle battute, delle mattine di Natale. Ci riconosceremo davvero o non vi vedrò più?

Vi sento in questa nebbia che sale silenziosa. In questo silenzio che porta e che mi obbliga a riflettere. E non ho più paura di questa solitudine, mi sento fortunata ad essere immersa in questa specie di vuoto, dove fuori è freddo e umido, ma dove l’anima diventa il posto più caldo, come una casa accogliente col fuoco acceso quando fuori piove.

Che bella questa nebbia che mi fa entrare in un’altra dimensione, che mi permette di staccare dal rumore, dal colore e mi porta dove avevo paura di andare, ma che in realtà, adesso che ci sono, è esattamente dove vorrei essere. E forse siete voi quelle ombre che mi vengono incontro, che camminano con me, che mi passano accanto senza avere il tempo di restare. So che ci siete, che mi guardate e camminate con me, anche se spesso nel rumore e nel colore del mondo non riesco a sentirvi o immaginarvi dove siete ora.

Bella questa nebbia, che vi fa sentire vicini, che mi ricorda che  il mondo può scomparire o finire da un momento all’altro, ma nessuno ci toglie quel calore che portiamo nel cuore. Che non saremo mai ombre, ma piccole fiammelle accese, candele silenziose che non si consumano e non si spegneranno mai.

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