io-prima-di-te non mi è piaciuto recensione

Se mi ami, non mollare – del perchè non mi è piaciuto “io prima di te”

Girando canzoni a random su YouTube mi sono imbattuta in vecchi ricordi e vecchi rancori.

Eh già, non ci crederete, ma quando qualcosa mi indigna devo urlarlo al mondo, è più forte di me e a quanto pare non è bastato sbraitare per tutta la strada del ritorno dal cinema, sbraitare con mia madre a pranzo il giorno dopo, fare una testa tante alle ragazze del gruppo che seguo.

Quando sembrava acqua passata eccola lì: X Ambassadors, “Unsteady”.

“Tienimi stretto a te, sono un po’ instabile, se mi ami non mollare”

Ho amato questa canzone. La adoro ancora anche se è inevitabile che chiunque abbia pagato il biglietto del cinema quella sera, mio malgrado finanziando il film, non l’abbia associata al titolo “Io prima di te”. Titolo promettentissimo con attori ancora più convincenti. Peccato non avessi letto il libro da cui è tratto altrimenti avrei decisamente risparmiato i soldi. Chiariamo: questa è la mia opinione e non sono qui per giudicare chi fa la scelta di Will. Nessuno può. Posso raccontare perché a me il film non è piaciuto e perché non lo avrei finanziato se avessi saputo.

Non mi va giù vedere l’amore usato per giustificare la morte, non mi va giù sputare in faccia alla speranza, calpestare la dignità di ogni uomo. Aver fatto credere che si può sempre trovare del buono nelle piccole cose di tutti i giorni, aver fatto credere che l’amore è fatto di piccoli gesti, di attenzione e non di favole dove tutto va bene e vissero per sempre felici e contenti. Aver fatto credere che la gioia-nonostante-tutto e un cuore puro può smuovere le montagne, aver fatto credere che la bellezza è negli occhi di chi guarda e ancora di più in uno sorriso sincero, soprattutto quando non c’è niente, ma proprio nientissimo da ridere. Aver fatto credere che la gentilezza, la gioia, l’amicizia e un po’ di follia
possano cambiarti la vita, e tanto.

Io ci ho creduto. Per davvero.

Una trama che rende possibile l’impossibile e poi lo distrugge con una freddezza inaudita.  Come si può pensare che il sentimento più forte del mondo non valga neanche la briga di scomodarsi a scrivere un finale degno del suo nome: amore?! Questo film ha promesso un futuro radioso, una speranza senza paure: uccisa pure quella.

E’ vero, la sofferenza non piace a nessuno. Ne farebbero a meno le mamme per dare alla luce i loro bambini, ne farebbe a meno mia nonna che da qualche anno non ricorda neanche più chi sono (e se fosse cosciente penso che giudicherebbe questa una sofferenza ancora maggiore di quella fisica). Ma la sofferenza c’è sempre. Andatelo a dire a tutti quelli che accudiscono parenti malati con amore senza mai lamentarsi, a chi si alza tutti i giorni e si sacrifica per la propria famiglia, magari lavorando mesi in una piattaforma in mezzo all’oceano senza battere ciglio per far studiare i figli. Ditelo a tutti quelli che abbandonano i propri sogni per amore della famiglia e si alzano tutti in giorni combattendo contro sé stessi. E’ vita questa? E’ vita.

Non viviamo per soffrire ma nonostante la sofferenza. Non viviamo per essere tristi, ma nonostante la tristezza. Perché nonostante la sofferenza amiamo e nonostante la tristezza osiamo sperare.

Certo, parlo bene io che non ho mai sperimentato quella sofferenza tale da farti detestare la tua vita, da rendere pesante come un macigno ogni nuovo giorno. Certo, io di questo non ne so nulla. Penso però che sia una scelta egoista, fatta per noi stessi e mai per chi ci sta intorno. Perché chi ti ama lotterebbe anche per un solo minuto in più con te.

La vita è un dono e se crediamo che quel dono ce lo ha fatto chi ci ama e ci conosce meglio di noi stessi, allora c’è del buono anche quando noi non lo vediamo. Will in quella sofferenza aveva trovato l’amore, quello vero, quello che aspettava da tutta la vita.

Non vedo amore nella sua scelta, solo egoismo. Condire tutto questo con una bellissima storia, belle parole e sentimenti che ci facciano strappare una lacrima alla fine non cambia quello che è.

Non siamo qui a condannare nessuno perché ne io ne nessun altro può giudicare. Siamo qui perché quegli 8 euro vorrei averli rimborsati: pensavo di essere andata al cinema a vedere una storia d’amore invece hanno giustificato con l’amore quello che può essere tutto, condivisibile o meno, ma non una scelta d’amore.

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